La gente: «I genitori della vittima hanno il diritto di avere giustizia»
GARLASCO.I cittadini di Garlasco chiedono che sia fatta giustizia al più presto, in modo che si ritorni alla vita di tutti i giorni.
A tre settimane dal delitto di via Pascoli, ieri il mercato ambulante settimanale era animato da decine di signore, molte delle quali dopo gli acquisti si accomodavano ai tavolini dei bar. «Ormai Garlasco è diventata come Cogne: ci fanno sapere che le analisi dei Ris arriveranno solamente fra qualche giorno - dicono Vittorina Niemene Lucia Vinotti- . Quanto si dovrà aspettare ancora? Siamo tutte madri e vorremmo che questa vicenda terminasse in fretta, anche per dare un po' di respiro alla mamma di Chiara». Al tavolino arriva anche Giuseppina Lanza. «Dispiace - dice la pensionata - che le forze dell'ordine non abbiano ancora trovato il colpevole di quell'orrendo omicidio».
Alcuni cittadini preferiscono non rilasciare commenti, altri addirittura si allontanano alla vista del bloc notes e della macchina fotografica. «Finché non si trova il colpevole, tutti potrebbero essere indiziati», dice una signora prima di salire sulla bicicletta. «Conosco la famiglia Poggi: proprio per questo spero che l'autore dell'omicidio di Chiara non sia uno della cerchia familiare», commenta un'altra signora seduta davanti a uno dei bar che si affacciano sulla piazza. Al suo fianco un'amica, che vuole restare anonima, aggiunge: «Sono una vicina di casa degli Stasi, ma negli ultimi anni ho visto pochissime volte il ragazzo, Alberto. Sono convinta che il colpevole sia da ricercare nella stretta cerchia dei familiari: la mia speranza è che il colpevole sia acciuffato in tempi stretti».
Una delle bancarelle più vicine alla chiesa parrocchiale è quella di Luigi Scagnelli, ex coordinatore dei commercianti locali. «Conosco i Poggi, bravissima gente: prima delle ferie la mamma di Chiara era venuta a fare acquisti anche al mio banco - dice l'ambulante -. Inoltre, il mio magazzino si trova di fronte a quello di Nicola Stasi, in via Tramia. Non so che cosa pensare: mi auspico che, soprattutto per le famiglie e per la città, tutta questa vicenda termini nel più breve tempo possibile».
Per Alessandro Maffei, presidente della Pro loco, la speranza è che il colpevole non sia Alberto, il fidanzato di Chiara. «Sarebbe un colpo difficile da reggere - dice di fronte a una panetteria di corso Cavour - per me e per Garlasco». Sarebbe come tradire la fiducia.
Umberto De Agostino