Lanciavano bottiglie dal cavalcavia


VOGHERA. Bottiglie di vetro e di plastica giù dal cavalcavia dell'A21, cercando di colpire più automobili e camion che potevano, con il contorno di sputi e segni di scherno rivolti ai conducenti dei mezzi in transito. Alla fine, però, con un blitz rapidissimo sono arrivate le macchine della polizia di Voghera, che hanno bloccato e denunciato i due «lanciatori». Non si tratta di ragazzini minorenni, ma di giovani che avrebbero dovuto rendersi conto della pericolosità della loro bravata. Ora S.C.G., 23 anni, e D.B., 25 anni, entrambi di Voghera e senza precedenti penali, rischiano un'accusa pesantissima: tentato omicidio in concorso tra loro.
I loro dieci minuti di follia iniziano l'altro pomeriggio, verso le 19.30, quando i due vogheresi raggiungono un cavalcavia dell'A21, la Torino-Piacenza: per la precisione quello che si trova immediatamente prima dell'uscita di Voghera. D.B. e l'amico S.C.G. hanno una bella scorta di bottiglie vuote, sia di plastica che di vetro, da lanciare di sotto, e forse anche altri oggetti. Pochi minuti dopo iniziano lo «show», con pioggia di bottiglie, sputi, gesti di scherno rivolti agli incolpevoli automobilisti e camionisti in transito. I tempi però sono cambiati, rispetto ai tragici anni dei sassi dal cavalcavia di Tortona: oggi la gente è ben consapevole del pericolo e non è più disposta a classificare come «ragazzata» un'azione del genere. In breve partono decine di telefonate al 113. Chi passa sull'A21 e vede quei due giovani in agguato sul cavalcavia con degli oggetti in mano, si attacca al cellulare e segnala la cosa alla polizia: ognuno aggiunge un dettaglio sulla descrizione dei due: come sono vestiti, o cosa stanno facendo. La polizia di Voghera si mette subito in caccia: scatta la segnalazione alla Polstrada di Alessandria Ovest, mentre dal commissariato di via Carlo Emanuele partono due volanti. Una manciata di minuti più tardi i poliziotti bloccano i due lati del cavalcavia, proprio mentre S.C.G. e D.B. stanno cercando di allontanarsi dal posto, come se niente fosse. I giovani negano gli addebiti, dicono di non sapere nulla, ma le descrizioni di parecchi automobilisti li inchiodano. Arriva la scientifica, che trova sul cavalcavia le tracce della loro sosta, e pochi minuti dopo c'è anche la polstrada, che recupera sull'asfalto cocci di vetro e bottiglie di plastica intere. Sui contenitori di plastica potrebbero esserci le loro impronte digitali: un fatto che li inchioderebbe alle loro responsabilità.

Paolo Fizzarotti