«E ora riconoscete lo stato di calamità»

BRONI. Acqua e fango è quanto resta dopo il nubifragio che sconvolto l'Oltrepo. E da Broni, alle 9 di mattina mentre la pioggia continua a cadere, parte la richiesta di calamità. Il sindaco Luigi Paroni, buttato giù dal letto alle tre di mattina quando si è scatenata la tempesta d'acqua, ha già mandato il fax in Regione: «I moduli per la denuncia dei danni sono pronti in Comune e disponibili sul sito internet - spiega -. L'appello a chi ha subito danni è a fotografare tutto e presentare domanda di risarcimento». Il primo bilancio è da bollettino di guerra: viabilità in tilt, garage allagati, centinaia di tonnellate di fango di spalare.
«Abbiamo subito contattato tre ditte per togliere il fango dalla città - spiega l'assessore all'ambiente Mario Fugazza -. Da via Padania a via Togni e nelle zone interne, il nubifragio ha colpito con intensità diverse. Nei punti più bassi ci sono sotterranei dove le auto sono rimaste sommerse». Ma davvero non si poteva prevedere qualcosa di simile? «E' evidente che davanti a precipitazioni tanto violente le fogne ad un certo punto non sono più riuscite a funzionare - risponde l'assessore -. Ma il vero problema è la mancanza di una politica di gestione del territorio». Una accusa nemmeno troppo velata alla totale assenza di una politica di salvaguardia del territorio e contro la diseducazione verso chi non pensa alle conseguenze dei propri lavori in campo non solo agricolo ma anche edile. «Il nostro è un territorio fragile - conferma Fugazza -. Ma questo accade perché è stato massacrato negli ultimi trent'anni. Fossi e canali di drenaggio potrebbero anche funzionare se fossero però tenuti in ordine. E soprattutto se i terreni collinari fossero lavorati tenendo conto delle conseguenze che possono provocare forti piogge e il dilavamento che ne consegue». In sei punti della città i tecnici del Comune hanno dovuto lavorare ore per liberare 6 canali di deflusso intasati da rifiuti di ogni genere. «Non basta che i terreni facciano reddito - aggiunge l'assessore con toni duri -, occorre che il territorio non venga toccato laddove può provocare conseguenze che poi si riflettono sull'economia del Comune». il problema, ovviamente, non è solo delle vigne a monte dei centri abitati. Ci sono anche i cantieri a ridosso del centro. «L'evento è certamente eccezionale tanto che non ricordo di aver mai visto una situazione di tale portata - commenta il sindaco Luigi Paroni -. Ho provveduto subito ad intervenire per rispondere alle esigenze dell'ospedale e della casa di riposo ma ho anche provveduto subito ad inviare comunicazione per il riconoscimento della calamità naturale e a rendere disponibile a tutti i cittadini, sia sul sito del Comune che tramite volantini, le procedure e i moduli da compilare per la richiesta immediata del riconoscimento dei danni». Intanto alle 13 di ieri i funzionari della Regione allertati dalle segnalazioni pervenute dal sindaco Paroni, si sono presentati in città per un primo sopralluogo.
Pierangela Ravizza e MiriamPaola Agili