Una notte di luce per Pellizza
VOLPEDO. Da Volpedo passa la storia dell'arte e della cultura del diciannovesimo secolo: tutto questo grazie a più illustre cittadino del borgo tortonese, e all'impegno della gente del luogo per tenere viva questa memoria. Stiamo parlando di Giuseppe Pellizza da Volpedo, e delle celebrazioni che il comune dedica al centenario della scomparsa dell'artista. Incontri, rassegne, appuntamenti in giro per la città dove a parlare del pittore saranno i suoi concittadini.E poi concerti, rappresentazioni teatrali e soprattutto una grande mostra da visitare in due diversi spazi.
Una parte a Volpedo (presso lo studio dell'artista, in via Rosano 1/A), l'altra Tortona (presso le sale della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, in corso Leoniero 6) per raccontare la figura di Pellizza da un nuovo punto di vista: «Luce, controluce ed iridescenze», esposizione voluta che sarà inaugurata oggi alle 17. Visitabile in anteprima a Volpedo già a partire da questa sera, quando il comune risplenderà illuminato dalla 'notte della luce", la mostra integra il materiale già presente a Tortona con opere del pittore e di altri divisionisiti provenienti da collezioni pubbliche e private di Stati Uniti e Svizzera, oltre a contributi dalla Sardegna e da Ferrara. L'accesso gratuito (orari 9.30-12.30 /14.30-19 da martedi a domenica) sarà possibile fino al 21 ottobre.
Abbiamo parlato della ricorrenza, della mostra e della figura dell'artista con il professor Ettore Cau, già preside della facoltà di Lettere dell'ateneo pavese, che da anni si occupa di valorizzare Tortona ed il suo territorio, concentrandosi con piacere sulla figura di Pellizza da Volpedo.
Che obbiettivo si pone questa mostra?
«Ci siamo mossi su 2 fronti: consacrare una grandezza ormai riconosciuta (lo testimoniano le mostre dei maggiori musei mondiali, primo fra tutti il Guggenheim di New York), e rileggere l'opera del pittore attraverso il tema della luce, confrontando il suo lavoro con quello dei colleghi divisionisti».
Che rapporto hanno gli abitanti di Volpedo con il questo illustre concittadino?
«Le celebrazioni testimoniano anche la riscoperta che il paese sta facendo di questo artista, riappropriandosi della sua eredità. Mentre a Tortona una pinacoteca in continua espansione testimonia quello che Pellizza ha fatto, a Volpedo c'è il suo mondo la realtà quotidiana nella quale aveva scelto di vivere: certe vedute, i colori, la luce. E poi la gente, che riconosce ancora in quei quadri i propri luoghi, le generazioni passate».
Al centro della ricorrenza c'è il ricordo dell'uomo oltre che come artista.
«Un personaggio drammatico, morto suicida a soli 39 anni, fieramente ancorato alle proprie idee: tra i suoi scritti ad esempio si trovano dure parole contro la pubblicità, in polemica con la Biennale di Venezia ed il catalogo dell'esposizione. Una dimensione umana ed intellettuale rigorosa e passionale, il ritratto di chi - pur scegliendo il piccolo mondo di Volpedo - non rinuncia a vivere con intensità il proprio tempo».
Cosa racconta Pellizza ad un osservatore moderno?
«Ci parla di un pezzo di storia che non c'è più, mostrandoci nel contempo un mondo che esiste ancora: quello che dicono i suoi quadri è ancora attuale, Volpedo sa rifletterlo. Il tutto con un linguaggio immediato, chiaro, comunicativo, leggibile senza bisogno di mediazione culturale: la grande forza di questo straordinario artista».