Menconico, il lento tramonto del «nisso»

MENCONICO.Il declino dell'allevamento bovino nella media e alta val Staffora innesca anche, come in una reazione a catena, quello del formaggio nisso di Menconico, antica ricchezza del paese che ora viene sostituito da altre produzioni. L'avvio alla diversificazione è stato dato con l'apertura di un salumificio in località Bosco, e il cui salame è stato, fra l'altro, premiato anni fa con la medaglia d'oro alla rassegna gastronomica di Bormio. Poi è arrivato il laboratorio per la produzione di pasta tartufata, sorto in frazione Collegio ad opera della cooperativa GaM (Giovani agricoltori di Menconico), presieduta dall'ingegner Davide Rossi. Ogni giorno l'azienda sforna, oltre ai ravioli preparati con il tartufo nero del Monte Alpe, le tagliatelle con i funghi porcini, i ravioli con la carne di salame di Varzi e con salame di cinghiale. Lo stabilimento di Collegio, dà lavoro a quattro persone; sono in corso trattative per la produzione di pasta fresca con il marchio di primarie catene di distribuzione con punti di vendita in tutta Italia.
Torniamo, però, al declino del nisso. C'è un fatto significativo a testimoniarlo. La scorsa primavera la Pro loco non ha potuto celebrare per la prima volta la sagra del formaggio nisso, per la mancanza del prodotto.
Al suo posto è stata indetta la Giornata dell'emigrante per ricordare i vecchi contadini che all'inizio del secolo scorso erano emigrati in Argentina, una festa con grigliata nel centro polifunzionale a base di asado, tipica carne del paese sudamericano.
Franco Draghi