Aviaria, nel 2006 ci fu un contagio uomo-uomo

ROMA.Uno studio del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, negli Stati Uniti, ha dimostrato che c'è stato almeno un caso di trasmissione del virus H5N1, quello responsabile dell'aviaria, da uomo a uomo. Secondo gli esperti è ancora presto per parlare di rischio pandemia, ma lo studio conferma che occorre tenere alta la guardia soprattutto nelle aree più colpite dal virus.
I ricercatori americani, guidati dal biostatistico Ira Longini, hanno sviluppato un modello matematico che analizza lo sviluppo di focolai di infezione tenendo conto del numero di casi infetti, del numero di persone potenzialmente esposte, del periodo di incubazione del virus e di altri parametri. Applicato a due casi di infezione in cui si sospettava una trasmissione umana, uno avvenuto in Indonesia nel 2006 e uno in Turchia nello stesso anno, il modello ha decretato che nel primo caso almeno un contagio da uomo a uomo è avvenuto. «Finora non si era ancora avuta la prova scientifica della trasmissione umana - spiega Giampiero Carosi, infettivologo e presidente della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali - c'erano stati alcuni casi considerati quasi certi, ma mai con la sicurezza data da questo studio. Questo risultato è importante, ma non deve creare il panico: ci sono ancora diversi passaggi prima che il virus diventi veramente pericoloso in tutto il mondo come era stato, ad esempio, quello della Sars». Il caso studiato dai ricercatori americani è quello di una famiglia allargata di otto persone in Indonesia, i cui membri vivevano a stretto contatto tra loro e con alcuni polli poi risultati infetti.