Il rimpianto della vicina di casa assente


GARLASCO.«Magari Chiara non sarebbe morta, fossi stata a casa». Maria Teresa Colombassi, vicina di casa (villa a sinistra) dei Poggi, era in montagna la mattina del 13 agosto. «Forse mi sarei accorta se qualcuno entrava nella villa vicino alla mia - dice - con le finestre aperte, sento anche quando dai Poggi suona il telefono». Ieri mattina, la signora Maria Teresa rientrava a casa in bici, mentre i Ris facevano l'ennesimo sopralluogo. «A proposito: quella mattina il mio panettiere è venuto a consegnare il pane a una famiglia di via Pascoli, verso le 11.45. Ma non ha notato nulla di strano». A quello'ora quasi certamente Chiara Poggi era già morta. E il suo assassino s'era allontanato, non si sa di quanto, dal luogo del delitto. Maria Teresa Colombassi ripete che i Poggi sono una famiglia tranquilla, e in via Pascoli non ci sono tensioni fra i residenti. «I genitori di Chiara stanno quasi sempre in casa dopo il lavoro. Il Giuseppe nel tempo libero va a curare l'orto dei suoceri e al bar Commercio in piazza Repubblica, a vedere le partite. Oppure segue il figlio Marco sui campi di calcio». Un altro ritratto di una famiglia serena, che non riceveva praticamente mai ospiti, se non i parenti più stretti e comunque poco anche quelli. Solo una vacanza all'anno: dieci giorni in montagna: «L'anno scorso la mamma di Chiara non era andata, perché la nonna non stava bene. Quest'anno non era andata la Chiara, per stare a casa col fidanzato. Ma era meglio se ci andava, in montagna». (a.m.)

Anna Mangiarotti