Usa, Gonzales costretto alle dimissioni
NEW YORK. Per George W. Bush è stata una sconfitta. Il ministro della giustizia americano Alberto Gonzales ha rassegnato le sue dimissioni e il presidente Usa le ha accettate anche se da mesi andava ripetendo che si sarebbe battuto per Gonzales fino all'ultimo. Ma le ripercussioni politiche si stavano facendo troppo grosse e le pressioni per le sue dimissioni troppo insistenti.
Alla fine il più alto esponente ispanico dell'amministrazione Bush ha dovuto farsi da parte per non danneggiare ulteriormente il capo della Casa Bianca. Bush ha dovuto accettare le sue dimissioni nel tentativo di riacquistare forza politica. Il presidente rischia infatti di essere un'anatra zoppa fino alla fine del suo secondo mandato (mancano 17 mesi) e nelle ultime settimane ha dovuto liberarsi dei suoi amici più scomodi (compreso lo stratega Carl Rove) per lanciare un messaggio ai repubblicani che sta facando piazza pulita. I danni si stanno facendo sentire soprattutto sul fronte dell'Iraq con il mondo politico di Washington in attesa di un importante rapporto che i generali Usa sul campo renderanno noto il 16 settembre.
La Casa Bianca spera di riuscire a dimostrare che in Iraq si stanno facendo progressi. In questo scenario si sta facendo avanti la Francia col presidente Sarkozy che ieri, durante il suo primo importante intervento di politica estera, ha parlato della necessità di un graduale ritiro delle truppe. Ed ha aggiunto che la Francia intende aiutare gli Stati Uniti a trovare una soluzione politica. Allo stesso tempo il premier francese ha spostato l'accento sull'Iran dicendo che le ambizioni nucleari di Teheran sono il vero problema e la Francia non permetterà a Ahmadinejad di armarsi.
«Il ministro Gonzales ha deciso di dimettersi dopo mesi durante i quali è stato trattato in modo molto scorretto che hanno creato un'atmosfera dannosa al dipartimento della giustizia», ha annunciato ieri Bush difendendo a spada tratta il suo fedele ministro della giustizia e sfoderando un tono battagliero. «E' triste osservare che viviamo tempi nei quali una persona onorevole e di talento come Alberto Gonzales si trova impedita a fare il proprio lavoro poichè il suo nome è trascinato nel fango per motivi politici».
Bush non ha fatto cenno al motivo per cui la massima autorità del sistema giudiziario americano ha dovuto farsi da parte. Otto giudici federali erano stati licenziati ingiustificatamente mesi fa. Il Congresso aveva aperto un'inchiesta per determinare se il licenziamento fosse avvenuto per motivi politici, perchè i giudici non si erano piegati a pressioni venute dall'alto che chiedevano di essere duri con esponenti del partito democratico. Gonzales, chiamato a testimoniare, si era trincerato dietro a una lunga serie di «non mi ricordo» che avevano mandato su tutte le furie molti congressman che si erano sentiti presi in giro da un uomo che dava la sensazione di ritenersi al di sopra della legge.