Ci vuole uno stop in sede legislativa

Ancora una volta la nostra provincia era stata destinata quale sede del Teknival di Ferragosto, il più importante rave party dell'anno. Un rischio, quello di rivivere le giornate da incubo e le devastazioni dello scorso anno a Cava Manara, sventato grazie a un intervento eccellente di prevenzione attuato da Prefettura e Questura di Pavia.
Un intervento efficace per cui ritengo sia necessario ringraziare pubblicamente tutte le forze dell'ordine e della protezione civile che, con grande spirito di servizio (saltando turni di riposo e rinviando ferie), sono riuscite a evitare che si ripetessero i giorni da incubo e la devastazione dello scorso anno.
E tuttavia il grande raduno ha avuto comunque luogo, è toccato al bosco di Baudenasca, a Pinerolo in provincia di Torino, divenire la destinazione di trentamila persone provenienti da tutta Europa. Se il pericolo per Pavia è stato scongiurato, non si può non ribadire che si debba intervenire con forza, come avviene in altri Paesi e per via legislativa, affinché tali manifestazioni, inaccettabili sia per gli aspetti connessi all'ordine pubblico e alla sicurezza, ma anche per la «cultura dello sballo» che interpretano, siano vietate.
L'eccellente lavoro di prevenzione delle forze di polizia, da solo, come dimostrano i fatti, non è in grado di impedire lo svolgimento di queste manifestazioni illegali. Per questo motivo continuerò in sede parlamentare a sostenere il progetto di legge che ho presentato lo scorso anno e che attualmente è in discussione in Commissione Affari Costituzionali.
Non nascondo che il percorso di questo provvedimento sia stato finora impervio, a causa di un ambiguo atteggiamento del relatore - l'on. Cinzia Dato, eletta con la Margherita nel Gruppo dell'Ulivo e da poco transitata al Gruppo della Rosa nel Pugno, - e della opposizione pregiudiziale di Rifondazione comunista.
Mi auguro che il centrosinistra, almeno nella parte riformista, raccolga le parole di Paolo Covato, sindaco della Margherita di Pinerolo, che chiede con forza che queste cose non succedano più, dimostrando una maggiore disponibilità a approvare un provvedimento che, per nulla limitando la libertà di espressione e di riunione, intende porre delle regole severe perché manifestazioni di cosi grandi dimensioni siano soggette a regole chiare a tutela della sicurezza, dell'ordine pubblico, dell'ambiente e della salute.
on. Francesco AdentiUdeur, Pavia