Juve, la fiducia da ritrovare

TORINO.Adesso la parola d'ordine è: pensare al Livorno, l'avversario che la Juventus affronterà sabato prossimo, per l'esordio di un campionato ripiombato improvvisamente in un realtà che sembrava archiviata, quella degli esperimenti. Il ridimensionamento che il Milan ha imposto venerdi sera ai bianconeri, facendo capire a tutti che la lotta per il vertice non sarà molto probabilmente pane per gli uomini di Ranieri, induce il tecnico bianconero a rinserrare le fila per concentrarsi sugli obiettivi raggiungibili in campionato, come appunto quello di fare punti con le avversarie di caratura minore per assicurarsi il preziosissimo quarto posto. Di mercato, manco a parlarne, secondo le dichiarazioni ufficiali: la Juventus dice di sentirsi a posto sia in difesa, ma Andrade e Criscito hanno manifestato black out preoccupanti, sia a centrocampo, dove manca un faro, sia in attacco, dove basta che manchi Trezeguet e cala il buio. Due giorni di riposo per i bianconeri e si ricomincia, ma nel frattempo la squadra perde una mezza dozzina di Nazionali (non risponderà alla chiamata di Donadoni il solo Camoranesi, ancora in convalescenza, visto che Ranieri non lo avrà nemmeno con il Livorno). E ci sarà un ultimo collaudo mercoledi prossimo, quando i bianconeri a ranghi ridotti affronteranno la Biellese a Villar Perosa: «per tornare a vedere la Juventus di due stagioni fa occorrono quattro-cinque anni», ha ribadito di recente l'ad bianconero, Jean Claude Blanc, e il messaggio è piuttosto chiaro, anche se ha ferito l'orgoglio di Claudio Ranieri, che spera almeno di essere competitivo con le grandi per una fetta di stagione. Ma per fare questo, non si devono perdere colpi con le cosiddette «piccole». Ranieri deve decidere, prima di sabato, chi sarà il regista a centrocampo, chi l'esterno destro, chi i terzini destro e sinistro.