Aereo dirottato: arresi i due pirati dilettanti

ANKARA. Si è conclusa con la resa dei due pirati dell'aria, un turco ed un siriano di origine palestinese, e con la liberazione di tutti gli ostaggi sani e salvi, la vicenda del dirottamento su Antalya di un aereo turco diretto da Cipro Nord a Istanbul, probabilmente - secondo un testimone - «come azione dimostrativa contro la politica degli Usa in Medio Oriente».
La vicenda ha alternato momenti in cui è sembrata sfiorare la tragedia a momenti grotteschi in cui si è toccata la farsa e si è capito che i due pirati - che proclamavano di essere in possesso di una bomba, poi rivelatasi fatta di plastilina dei giochi infantili, e lasciavano credere di appartenere alla rete terroristica al Qaida - erano probabilmente solo due giovani improvvisatisi dirottatori che chiedevano di andare a Teheran. Il loro dilettantismo si è toccato con mano quando la maggior parte dei 136 passeggeri è riuscita a fuggire dal portellone posteriore dell'aereo, un Md-83, stazionato sulla pista ad Antalya e già circondato da forze dell'ordine e puntato da tiratori scelti. Approfittando del fatto che i due pirati stavano aprendo il portellone anteriore per far scendere le donne ed i bambini, gli altri passeggeri sono scesi in massa dalla porta posteriore, correndo a perdifiato sulla pista. Uno dei passeggeri fuggiaschi, ancora in preda al terrore, riferiva di avere sentito i pirati «parlare di al Qaida», ma agli esperti di sicurezza turchi l'ipotesi è sembrata subito inverosimile: al Qaida non improvvisa, non fa piccole ed inutili azioni dimostrative e, soprattutto, non affida le sue azioni a 'balordi'.
Anche i due piloti, che si erano in precedenza rifiutati di aprire ai pirati la cabina di pilotaggio, riuscivano a scappare. Rimanevano allora nelle mani dei due dirottatori solo tre hostess e quattro passeggeri. Il presidente della Atlas Jet, la compagnia aerea privata proprietaria dell'aereo, compariva in Tv visibilmente emozionato e preoccupato per la sorte delle sue hostess e dei quattro passeggeri. Preoccupazioni durate però meno di un'ora, dato che prima venivano rilasciati i passeggeri e poi le tre hostess. Subito dopo i due pirati scendevano dall'aereo con le mani ben visibili sulla testa. Anche le autorità di Cipro Nord turca, da cui l'aereo era partito, non brillavano per professionalità. Il ministro dell'interno della Rtcn (Repubblica turca di Cipro Nord, riconosciuta solo da Ankara), che aveva annunciato che si trattava di due iraniani, veniva smentito dal suo collega turco, Osman Gunes. Quest'ultimo precisava che i due, stando ai passaporti trovati in loro possesso, erano due giovani: uno turco, Mehmet Resat Olu, di Urfa, studente universitario a Cipro; ed un siriano-palestinese, Abdul Azizi Maliki. L'Iran ha condannato l'azione e smentito ogni coinvolgimento: «L'aereo dirottato non ha nulla a che vedere con l'Iran e consideriamo il dirottamento un atto odioso», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Mohammad Ali Hosseini, assicurando che Teheran non ha ricevuto nessuna richiesta di autorizzazione all'atterraggio sul suo territorio, e che se l' avesse ricevuta l'avrebbe respinta.