Capitalia, tempo scaduto per il recesso
MILANO. L'imprevisto taglio dei tassi da parte della Fed ha fatto balzare il titolo Unicredit nella giornata in cui scadeva il termine di recesso concesso agli azionisti di Capitalia. Al momento della fusione le difformità nello statuto delle due banche (Unicredit ha un limite del diritto di voto al 5%) hanno fatto scattare per gli azionisti della banca romana la possibilità del diritto di recesso pagabile in contanti a 7,012 euro.
Un prezzo che, considerato il rapporto di concambio di 1,12, è conveniente se il titolo di Piazza Cordusio scende sotto la soglia di 6,26 euro. Effettivamente sotto tale livello ha viaggiato negli ultimi giorni il titolo Unicredit, complici i forti ribassi dovuti alla crisi dei mercati finanziari (il titolo è considerato il più legato alle dinamiche internazionali) anche se la decisione della Federal Reserve ha portato le azioni a volare intorno ai sei punti percentuali nell'immediato del taglio dei tassi Fed e a chiudere in rialzo del 3,93 a quota 6,11 euro a fine seduta. Fin da subito Unicredit aveva comunque messo in chiaro che, in caso di richieste consistenti avrebbe convocato un'assemblea straordinaria per abolire il tetto ai diritti di voto e quindi la possibilità di recesso, smontando cosi la speculazione al ribasso. L'ad Profumo aveva spiegato infatti che la norma era un residuato della privatizzazione della banca e una sua eliminazione non avrebbe portato strascichi legali ma rientrava nel pieno diritto dell'istituto. Un'opinione supportata anche da autorevoli esperti consultati dall'istituto. A prendere la decisione sarà cosi il cda del 18 settembre che esaminerà le richieste pervenute, un dato che sarà disponibile all'inizio di settembre. Secondo alcune fonti se queste supereranno 1-2 miliardi di euro di controvalore, il consiglio convocherà l'assemblea straordinaria, l'ultima che si terrà a Genova visto lo spostamento della sede legale della banca a Roma. Secondo un analista esercitare il recesso «non ha molto senso» perché, indipendentente dai livelli attuali del titolo Unicredit «l'azionista Capitalia riceverà azioni di una delle migliori banche europee il cui valore è quasi certo che salirà molto». A tentare la carta speculativa, secondo l'analista, «sono stati pochi piccoli azionisti mossi da ragioni personali o qualche investitore istituzionale di breve termine. Certo l'andamento dei mercati negli ultimi giorni può avere spinto in tal senso qualcuno in più ma penso che non sia stata una grande mossa».
FIAT IN DISCESA.L'ottimismo che ha investito i mercati finanziari ha solo sfiorato Fiat, che per gran parte della seduta è rimasta sotto 18 euro. Il titolo ha ceduto a fine giornata il 3,75% a 18,06 euro, tra scambi però molto vivaci, per 75,6 milioni di pezzi, pari al 6,9% del capitale e con un controvalore di 1,39 miliardi. Un andamento anomalo che sembra confermare l'ipotesi che qualche grosso fondo stia liquidando le proprie posizioni. «Da un po' è in atto su Fiat una forte speculazione - commenta un operatore - e dunque neanche oggi ci si deve meravigliare. C'è qualcuno che ha bisogno di fare liquidità per ricoprirsi».