La vecchia villa e l'incubo estivo
Che fosse un luogo lugubre e sinistro appariva anche a chi passava per la prima volta a Belgioioso e la intravedeva, dietro alla Madonnina. Era una vecchia villa abbandonata, con le persiane verdi scardinate e con i vetri rotti, dai quali sfuggiva il pizzo logoro delle tende. Il suo abbandono rimandava ai segreti della famiglia che l'aveva abitata, scomparsa misteriosamente una notte. Quella sera d'agosto, quando la maggior parte delle persone aveva già raggiunto i luoghi di villeggiatura, nel paese semi deserto le sole persone che non stavano nascoste in casa o sotto le piante in piazza Vittorio Veneto erano due dodicenni, Paolo e Andrea. Avevano atteso l'imbrunire per entrare nel giardino con lo scopo di portare fuori dalla casa qualche oggetto che testimoniasse il loro coraggio. Paolo, lasciando l'amico di guardia nel cortile, entrò da una finestra rotta e raggiunse la cantina. Mentre il ragazzo si avviava verso una catasta di legna per prendere il suo trofeo, in mezzo alla stanza iniziò a brillare una luce tremolante, che prese a volteggiare nell'aria, avvicinandosi sempre più. La luce lo avvolse completamente. Paolo cadde in ginocchio, in preda al terrore, e si trovò catapultato nello stesso locale decenni prima, quando lo spazio era occupato da mobili ricoperti da lenzuola svolazzanti. Mentre tentava di alzarsi, apparve da dietro un divano un enorme cane nero, con i denti insanguinati e la catena al collo spezzata, che avanzava verso di lui, sbavando e ringhiando, sbarrandogli la via d'uscita. Paolo si lanciò verso la finestrella che dava sul cortile. Scorticandosi le mani cercò di arrampicarsi, ma l'apertura era troppo in alto. Il cane era ormai vicinissimo. Con un urlo strozzato Paolo si svegliò dall'incubo, trascinando via dalla testa il lenzuolo che lo soffocava. Mentre il cuore rallentava i suoi battiti, accese la luce e sorseggiò un po' d'acqua per calmarsi, dando uno sguardo alla luna piena che occupava lo spazio della finestra aperta e cercando conforto nel profilo del castello, sopra i tetti scuri. Voltandosi per spegnere la luce, vide ai piedi del letto tre anelli di catena spezzati.