Case di riposo, sono duemila in lista d'attesa


PAVIA. Il dramma comincia quando l'ospedale lo dimette. Per l'anziano non autosufficiente - e per la sua famiglia - si apre un baratro. In provincia di Pavia mancano letti per la lungodegenza, le case di riposo hanno più di duemila persone in lista di attesa e posti liberi che si contano sulla punta delle dita. Eppure una fetta ampia della popolazione pavese è anziana, tra il 25 e il 40%.
«La richiesta è davvero elevata e pressante. Non si tratta del triste fenomeno di abbandono estivo ma di un'esigenza sanitaria cronica» conferma il professor Giovanni Ricevuti, geriatra.
Non esistono, sul territorio, letti per la lungodegenza. «Sono presenti i due estremi ben organizzati, cioè ospedali specialistici e strutture riabilitative, ma manca il trait d'union, cioè la Geriatria come reparto clinico, sia universitario che ospedaliero» spiega Ricevuti. Il 40% dei ricoveri negli ospedali riguarda pazienti sopra i 70 anni. Si fronteggia l'evento acuto, ma la situazione non è mai risolutiva. E dopo? «Se c'è la 'fragilità" dell'anziano, che sorge quando alla malattia si associano solitudine e disagio, gli istituti di riabilitazione, per quanto ben organizzati, non sono sufficienti a soddisfare le necessità» ammette il geriatra. Se l'anziano non riesce più a camminare, non vede, non è autonomo nelle attività più semplici dal mangiare al lavarsi, rimanere a casa - anche con l'assistenza domiciliare - diventa improponibile.
E allora si bussa alla porta di tutte le residenze sanitarie. Ma le speranze vengono subito infrante. Sono 73 quelle accreditate dall'Asl nel Pavese. A fronte di 2219 richieste nei giorni scorsi c'erano a malapena 12 posti liberi, disseminati uno qua e uno là, legati purtroppo solo ai decessi. «Ci troviamo di fronte a drammi personali e familiari praticamente ogni giorno» conferma da un osservatorio privilegiato il presidente dell'Azienda servizi alla persona Sergio Contrini: al Santa Margherita, istituto di riabilitazione, le richieste di ricovero (provenienti da altri ospedali o dal medico di famiglia) sono 390. E la situazione non migliora al Pertusati: nella rsa di viale Matteotti i posti sono 300. Tutti occupati. E le domande di ingresso, a ieri, erano 261.
«I nostri pazienti vengono suddivisi per classi, in base alla gravità delle loro condizioni - spiega Contrini - Noi per statuto diamo precedenza ai pavesi. E facendo una scrematura e considerando anche solo le prime due classi, le più critiche, ci troveremmo a dover collocare già 40 pazienti. Troppi comunque». Saturo anche il San Gerolamo Emiliani, in via Vivai (sempre dell'Asp), con i suoi 30 posti per disabili gravi. In ogni caso l'urgenza non trova mai risposta adeguata. Chi viene dimesso oggi dall'ospedale, domani difficilmente potrà trovare accoglienza in una struttura.

Maria Grazia Piccaluga