Abbiategrasso: «Bentornato, padre Giancarlo»

ABBIATEGRASSO. «Un forte abbraccio e un caloroso bentornato a casa». E' festa, ad Abbiategrasso, per il rientro in Italia di padre Giancarlo Bossi, il missionario abbiatense rapito il 10 giugno nell'isola di Mindanao (Filippine) e rilasciato il 19 luglio, dopo 39 giorni di prigionia. «Il sequestro di padre Bossi ci ha profondamente segnato - sottolinea il sindaco della città milanese, Roberto Albetti, in questi giorni in vacanza - Abbiamo condiviso la preoccupazione e l'ansia che i suoi familiari hanno vissuto e, insieme a loro, abbiamo provato la grande gioia per la felice conclusione di questa drammatica vicenda». Il sindaco annuncia che entro la metà di settembre, d'accordo con i familiari, sarà organizzato un momento di festa in città dedicato a padre Bossi.
«La terribile esperienza che padre Giancarlo è riuscito a superare e la sua testimonianza di fede, insieme a quella dei suoi familiari, ci hanno fatto sentire più forte il nostro essere ancora una comunità ancora unita».
Il sindaco Roberto Albetti fa riferimento a molti momenti comuni in cui Abbiategrasso si è stretta attorno alla famiglia di padre Bossi e, idealmente, allo stesso sacerdote mentre era nelle mani dei rapitori. «Penso ai tanti momenti di preghiera, individuali e collettivi - dice il sindaco Albetti - agli appelli lanciati attraverso i media per la sua liberazione, alla veglia di preghiera con il cardinale Tettamanzi, ma anche ai semplici lumini alle finestre, alle foto appese alle vetrine dei negozi e nelle sedi comunali e alla grande fiaccolata silenziosa organizzata lo scorso 22 giugno alla quale hanno partecipato più di cinquemila persone. Momenti di apprensione, ma anche di grande solidarietà. Ora, a nome di tutta la città e di tutta l'amministrazione comunale, voglio esprimere a padre Giancarlo la mia profonda gioia per il suo rientro in Italia».
E poi i preparativi per riabbracciare il «gigante buono», come è soprannominato padre Bossi per la sua alta statura e il suo carattere. Oggi, probabilmente, il missionario sarà ad Abbiategrasso, per stare un po' con i suoi famigliari. Domani, è prevista la celebrazione di una messa con lui. E poi, assicura il sindaco, «entro la metà di settembre, d'accordo con i familiari, organizzeremo un momento di festa in città dedicato a padre Bossi, in cui tutti coloro che lo vorranno potranno riabbracciarlo prima che riparta di nuovo verso le Filippine, terra che tanto ama e alla quale dedica da anni la sua preziosa opera di missionario».
Ieri il sacerdote di Abbiategrasso è stato ascoltato dai magistrati romani, che hanno aperto un fascicolo sul suo rapimento.
«Non ho mai avuto paura - ha detto ai giornalisti - sono stato trattato abbastanza bene e non pensavo che la mia liberazione fosse cosi veloce». L'audizione di padre Bossi è durata circa. Oggi è previsto che il sacerdote parta per Abbiategrasso, dove risiede la sua famiglia, con la quale trascorrerà un periodo di vacanze, prima dell'appuntamento di settembre a Loreto.