Lo strappo: Doc e Igt, stesso prezzo

CASTEGGIO. «Egregio socio, si comunica che per le uve Chardonnay, Pinot nero e Pinot grigio della vendemmia 2007 verrà corrisposto lo stesso prezzo sia per il Doc, sia per l'Igt»: due righe secche dalla Cantina sociale di Casteggio per annunciare uno strappo destinato a far saltare sulla sedia i produttori. Le uve Doc, prodotte in quantità limitata per rispettare i disciplinari, pagate lo stesso prezzo delle Uve Igt, per le quali basta che il vigneto sia in provincia di Pavia. Perchè la Cantina di Casteggio ha fatto questa scelta? E come si comporteranno le altre grandi Cantine d'Oltrepo?
«Il mercato, in questo particolare momento, richiede soprattutto vini Igt - spiega il presidente della cantina di Casteggio Vittorio Ruffinazzi -. Il consiglio, di conseguenza, ha deciso di puntare proprio sull'Igt rispetto al Doc per rispondere alle richieste del mercato». In una realtà come quella di una cantina sociale, la maggioranza del consiglio è sovrana: i bene informati, però, assicurano che la decisione di pagare lo stesso prezzo per Doc e Igt non è filata via liscia come se niente fosse. Anzi, pare che la frattura sia profonda fra due scuole di pensiero contrapposte. Da una parte, sintetizzando, anche a Casteggio c'è chi vorrebbe continuare a valorizzare le produzioni Doc per valorizzate contemporaneamente la produzione di un territorio come l'Oltrepo in continua rincorsa del rilancio definitivo. Dall'altra c'è chi guarda, prima che alla valorizzazione del territorio, ai bilanci che non possono non tenere conto del mercato. Ma perchè il mercato chiede soprattutto vini Igt? In primo luogo, spiegano gli addetti ai lavori, perchè costano meno, e sugli scaffali dei supermercati il grosso delle vendite del prodotto-vino è nella fascia media, e poi perchè un vino Igt può essere tagliato con un 15 per cento di prodotto diverso. Operazione impossibile con un vino classificato Doc.
Detto questo, però, come si comporteranno le altre cantine sociali? Nessuna è intenzionata a seguire Casteggio sulla strada della parificazione dei prezzi. «Confermo che il mercato richiede soprattutto Igt - spiega Antonio Mangiarotti di Broni -. Ma noi continueremo a mantenere una diversificazione, privilegiando la produzione Doc». Stessa previsione, alla vigilia del consiglio di amministrazione, anche per Giancarlo Vitali di La Versa: «Il consiglio è sovrano, ma penso che anche quest'anno resterà la distinzione tra Doc e Igt che abbiamo applicato fino ad ora». Anche a Torrevilla la scelta è fatta: «Per scelta aziendale puntiamo molto sul prodotto imbottigliato - conferma Guerino Saviotti -. E' naturale che privilegiamo il prodotto Doc applicando una differenziazione di prezzo».