Senza Titolo

Prima, l'ufficiale bussò con la mano a pugno, poi sbuffando prese il picchiotto e cominciò a batterlo forza. Era notte fonda, i colpi suonarono più alti. Non cessarono; una finestra s'apri in una casa vicina: 'Che cosa c'è?" protestò una voce.
Altri colpo; il portone del palazzo tremava; quasi; s'udirono dei passi di corsa, qualcuno da dentro chiese: 'Chi è?, chi è?" e infine il portello si socchiuse; apparve la faccia mezza sgomenta e mezza sdegnata d'un servitore, che domandò: 'Ma chi è?"
'Regio Esercito!" rispose l'ufficiale entrando impetuosamente: 'Il generale! Il generale Tornelli! Chiama il generale!" soffiò; e poiché il servo smarrito non si muoveva, l'agguantò per il colletto e lo scosse gridando: 'Capito?"
'Ma il signor generale dorme!" protestò quello.
'Sveglialo!" gridò di nuovo l'ufficiale scuotendo il poveretto 'Subito! Corri!"
'...si, si..."
Faccia pallida e tesa, ciabatte e vestaglia malamente indossata, bianchi capelli in disordine, il generale venne avanti nell'androne che s'era illuminato e chiese freddamente: 'Ebbene, capitano? Che diavolo c'è?"
Mettendosi sull'attenti quello rispose con voce contenuta ma vibrante d'emozione: 'Incendio, signor generale. Esplosione. A punto tre." 'Al punto tre? Incendio, esplosione?" rimandò il generale a bocca aperta: 'Al punto tre?" ripeté. 'Si. Tre morti. Fino ad ora, almeno" aggiunse l'ufficiale; poi: 'Il treno per Voghera parte tra quindici minuti."
Pochi, quindici minuti; pure riuscirono a salire sul treno sbuffante. Abbottandosi la giacca d'ordinanza, il generale domandò: 'Che cos'è stato?" 'Bene, non lo so, generale. E' arrivato un soldato a cavallo, da Voghera. Ha detto che è successo chissà che cosa, uno scoppio, una frana. Un disastro" soggiunse a voce più bassa il capitano 'Tre morti, ha detto. Sono venuto immediatamente."
'Giusto. Scoppio, frana, morti...che cos'è stato?"
'Forse un inciden..." il capitano serrò le labbra. Il generale sospirò: 'Un incidente sul lavoro a notte fonda? Ah, tutto è possibile, certo" e sapeva di venir riprendendo il controllo di se stesso.
Il breve viaggio parve durare una eternità; alla stazione v'erano altri soldati, e la grossa automobile del comando riluceva nera alla luce dei pochi lampioni; il generale vi stava salendo, quando un maggiore si fece avanti e disse: 'Forse è più sicura una carrozza, signor generale."
'Si, giusto."
'E' qui, signor generale. Salga, prego."
'Andiamo. Lei sa qualcosa?"
'Con precisione, no. Una cosa grave, sembra" e la carrozza, tirata da due forti cavalli, parti fragorosamente seguita da sei cavalleggeri. La notte era umida e buia; ma ad est un presagio di livido chiarore annunciava l'alba.
'Quando è stato?"
'Verso le dieci e trenta, generale. Almeno pare."
'Pare?"
'Non si sa niente di preciso, ancora."
'Ma il capitano mi ha parlato di morti."
'Due o tre, si. Non si sa se soldati o operai, signor generale."
'Bene" e Augusto Tornelli si chiuse in se stesso. Qualsiasi cosa fosse accaduta, la sua carriera si giocava quella stessa notte, questo era certo. Si domandò, e lo fece con calma, se aveva dato le disposizioni necessarie circa la sicurezza; si riassunse quelle del manuale. Gli pareva di averlo rispettato in tutto. Si senti più calmo. Probabilmente si era trattato di un incidente. E, se non di un incidente sul lavoro, d'una cosa fortuita. Una disgrazia, insomma. Si contemplò, vagamente disgustato: un generale del Genio che sperava in una disgrazia.
Tre quarti d'ora più tardi, dopo un cambio di cavalli, la carrozza giunse a destinazione. Il cielo lassù, prese a rosseggiare vagamente; poi i dorsi delle colline di profilarono neri contro uno sfondo palpitante di fuoco. Il generale e il maggiore non si erano scambiati che poche parole, ed ora tacquero del tutto. Forse, era peggio di quello che avevano previsto. Venne un grido: 'Alt! Chi va là?"
'Il signor generale!" rispose qualcuno. I posti di blocco sono già stati messi, benissimo, pensò Tornelli. S'affacciò al finestrino, mentre la carrozza rallentava: 'E' ancora lontano?" chiese. Il soldato rispose: 'Signornò, signor generale. Un chilometro. Neanche."

(31, continua)
Tutte le puntate sono pubblicate sul sito www.laprovinciapavese.it
Elaborazione grafica Studio Galli Nidasio Al suo vecchio capitano il Bec non poteva dire di no. Poi è stato ucciso. Il detective Beolchini continua a pensare a quanto è successo. E non lascia Pavia.