Mutui: preoccupato l'82% degli italiani
MILANO.Il brivido non è finito. C'è tensione fra gli operatori per la riapertura, domani mattina, dei mercati azionari. Venerdi sera, dopo le varie iniezioni di liquidità (263 miliardi di dollari tra Bce e Fed), i listini americani hanno chiuso appena sotto la parità, recuperando parte del terreno perduto. E dunque questo è un segnale positivo.
Vuol dire che il peggio è passato? Molti operatori sono convinti del contrario. Sono convinti che sul ponte di Piazza Affari si dovrà «ballare» ancora un po'.
In effetti, il problema più importante di questa crisi non è ancora emerso del tutto: a quanto ammontano i titoli costruiti con i mutui subprime, quelli poco garantiti e che molti americani non riescono più a pagare? Quandi soldi sono stati prestati in questo modo? E, una volta stabilito l'ammontare dei soldi, chi ha comprato quei titoli? Finora sono uscite allo scoperto solo pochissime banche, un paio negli Usa perchè hanno chiesto l'amministrazione controllata; Bnp in Francia che ha bloccato tre fondi di investimento «impigliati» nella vicenda e un paio di banche tedesche per importi non rilevantissimi (ieri la WestLb ha annunciato di avere un'esposizione di 1,25 miliardi di euro nel comparto). Però il resto è ancora nascosto e le banche cercheranno, fino alle prossime trimestrali, di non comunicare i dati. Il problema è che questi certificati emessi dalle banche americane e garantiti dai mutui, hanno fatto il giro del mondo e, fino alle scorse settimane, godevano anche di ottimi rating (cioè di ottime credenziali) e venivano definiti super-sicuri. Ieri a gettare acqua sul fuoco è intervenuto Aurelio Maccario, capo economista di Unicredit Banca Mobiliare, per dire che «non è un temporale estivo ma non siamo neppure nel mezzo di una crisi del sistema».
Certamente molte banche hanno le spalle grosse per far fronte a questi problemi, ma resta da capire che cosa farà, a settembre, la Banca centrale europea (Bce). Se dovesse aumentare di nuovo i tassi (la paura è sempre l'inflazione) il problema, anzichè risolversi, potrebbe aggravarsi perchè vorrebbe dire aumentare, immediatamente, anche le rate dei mutui.
Ieri due conti in tasca agli italiani li ha fatti l'Adusbef, una delle associazioni di consumatori. «Nell'ultimo mese - dice il presidente Elio Lannuttti - le perdite sono state di 130 miliardi di euro, 74 miliardi dovuti alla discesa della Borsa e 56 miliardi per le perdite subite dal mercato obbligazionario, dai fondi comuni e dai fondi pensione». «E' come se ogni famiglia italiana che abbia investito in Borsa o nei fondi comuni, abbia perso una somma fra i 6.500 e 8.200 euro dei propri sudati risparmi. Secondo un sondaggio di Sky l'82% degli italiani è «preoccupato».