Diffama il San Matteo, condannata
PAVIA.Un pomeriggio di dicembre del 2006 Daniela Bignamini, uscendo dal policlinico San Matteo, ha preso carta e penna. E ha mandato una lettera al giornale denunciando una clamorosa carenza di materiale sanitario nella clinica di Ematologia dell'ospedale. Mancavano, sosteneva con amarezza, persino «aghi, cerotti e alcol». Lo avrebbe accertato durante una delle tante volte in cui ha accompagnato un suo familiare, in cura a Ematologia. E ne sarebbe rimasta colpita. Si fosse limitata a un'impressione, ma
nella lettera individuava il presunto 'colpevole" di queste gravi mancanze: la direzione sanitaria che, si leggeva nella sua segnalazione, «non spende alcunchè per rifornire il materiale mancante».
Pronta la risposta della direzione sanitaria del policlinico che, sempre dalle pagine del giornale pochi giorni più tardi, aveva smentito la notizia bollandola come «falsa e diffamatoria» e annunciando querela. E querela è stata. Tanto che la direttrice sanitaria Luigina Zambianchi ha trascinato davanti al giudice Daniela Bignamini, 50 anni, di Lardirago ottenendo la sua condanna: 500 euro di pena pecuniaria. Una pena che, per l'effetto del rito, è stata dimezzata a 250 euro.
Ma il giudice ha concesso anche le attenuanti generiche, per via «della particolare situazione familiare dell'imputata». La responsabilità è stata ampiamente provata, gravi le affermazioni secondo le quali il policlinico sarebbe stato sprovvisto del «materiale minimo indispensabile per la cura dei pazienti». Ma è stato altrettanto valutato il contesto in cui la segnalazione è nata, la clinica Ematologica, dove i pazienti si recano per curare malattie gravi, impegnative. (m.g.p.)