Il serial-killer che uccide con le auto sullo schermo del castello a Vigevano
VIGEVANO.Un film in due parti, 'Grindhouse" di Quentin Tarantino (oggi e domani, ore 21.30, al Castello). Una nel Texas, l'altra nel Tennessee. Le collega uno stuntman-serial killer, con tendenze scoperte all'uccisione sulle highway americane. La sua arma privilegiata sono le auto, la prima una Chevy Nova del 1971 nera con dipinto in bianco sul cofano teschio e ossa in croce, che lancia a pazza velocità, fracassando tutto e tutti, specie le donne. Le tre, invece, con cui, servendosi di un'altra auto, una Dodge Charger del'69, si illude di poter ottenere gli stessi effetti letali, sono più bastarde di lui: le ragazze che chiacchierano a bordo di una Dodge Challenger si trasformano senza problemi da vittime in audaci predatrici, pronte a tenergli testa e a farlo fuori dopo un concitato inseguimento. Tarantino ha dato a queste due storie un titolo che cita quelle modestissime sale cinematografiche, in cui negli anni Settanta, con il prezzo di un biglietto, si potevano vedere una dopo l'altra due o tre pellicole popolari imbastiti di sesso, sangue e corse d'auto. Proprio a questa produzione di serie B si è rifatto, reinterpretandola qua e la con illusioni cinefile, nel suo nuovo lavoro, sulla scia del celebrato 'Pulp Fiction", in cui aveva riletto la cosiddetta letteratura 'pulp". Cercava un altro successo, e invece ha fallito quasi su tutta la linea. Intanto gli inciampi suscitati dai fittissimi, insistiti, prolissi dialoghi delle donne protagoniste, fatti ascoltare solo all'interno di automobili. Poi l'azione in sé, sempre con gli inseguimenti in primo piano e con le stesse cifre, tra splatter, exploitation, horror e action movie ripresi nello stile sporco 'seventies". Intorno ad un viscido e turpe Kurt Russel, il viso solcato da una grande cicatrice, si muove un cast femminile intonato, con Zoe Bell, Tracie Thoms, Rosario Dawson e Vanessa Ferlito, che avvia la storia con una sensualissima lap dance. (f.c.)