«Rispettate almeno la dignità»
PAVIA.Se lo sgombero è ormai indifferibile che almeno avvenga in modo dignitoso. Sia chiaro, per il comitato FuoriLuogo - che da anni segue i rom della Snia, in particolare i più piccoli - questa operazione «non è da città dell'accoglienza». E' solo il risultato di un fallimento delle istituzioni e del volontariato. E il problema, in questo modo, non sarà risolto, ma solo «spostato al di là del confine comunale, oltre il quale gli amministratori sono autorizzati a fregarsene come hanno fatto finora i sindaci dei comuni limitrofi e l'amministrazione provinciale». Lo dicono con amarezza i ragazzi di Fuoriluogo, «dopo mesi di riunioni, documenti, lettere, sforzi, tentativi in cui enti e volontari hanno tentato, senza riuscirci, di arrivare a una soluzione umana, condivisa e indolore per tutti».
«Chiediamo con forza che lo sgombero venga attuato in maniera civile, degno (almeno questo ultimo atto) di una città che si definisce, a sproposito, città dell'accoglienza - spiegano -. Che sia il più possibile indolore per chi ha già dovuto sopportare anni di sopravvivenza alla Snia». E comunque diversa da quella che i bambini romeni, una trentina attualmente, hanno ancora davanti agli occhi: nepure il tempo di salvare le loro poche misere cose, sepolte sotto le macerie del capannone abbattuto. Stracci, pentole vecchie, materassi. Per loro invece la casa.
«Poche settimane fa in occasione dell'abbattimento di un capannone, quando i Servizi Sociali non sono stati informati dell'iniziativa (e, una volta informati, non sono intervenuti), agli occupanti è stato dato si e no il tempo di salvare i pochi averi, quando bambini e donne sono stati spettatori, a fianco delle ruspe che lavoravano, della distruzione di ciò che loro chiamavano 'casa" (respirando quindi polveri e chissà cos'altro). Un temporaneo intervento della Protezione Civile e di altre associazioni permetterebbe di raggiungere lo stesso risultato in maniera umana, evitando stress e disagi a chi, incolpevole (i bambini), si troverà sgomberato e senza un posto dove dormire. Se la Protezione Civile è stata in grado di accogliere in maniera impeccabile decine di migliaia di pellegrini per la visita del Papa, non sarà difficile provvedere per qualche ora a poche decine di persone che avranno bisogno di poco più che una bottiglia d'acqua e uno scatolone in cui raccogliere i propri 'beni"». (m.g.p.)