Cegni prepara il Carnevale
S. MARGHERITA STAFFORA.C'è chi si prepara al Ferragosto con pinne, fucile e occhiali nella borsa da spiaggia e chi invece, sulle colline d'Oltrepo, è al lavoro per festeggiare il Carnevale. No, nessun ritardo ma al contrario una grande tradizione che ritorna. Il borgo di Cegni, animato dal club degli oriundi, presieduto da Giancarlo Zanocco, non smette di lavorare in vista del 16 agosto. Si prepara la nuova edizione del Carnevale bianco che ogni anno porta migliaia di persone, curiosi e turisti, sulle colline oltrepadane.
Anche nell'estate 2007, stando alle attese, ce ne sarà davvero per tutti i gusti: dagli agnolotti alle maschere, il tutto condito da ottima musica. La festa si aprirà nel pomeriggio per proseguire fino a notte. Il Carnevale bianco già dal secondo dopoguerra è noto nell'ambito territoriale delle quattro province: Pavia, Alessandria, Genova, Piacenza. Oggi è il recupero, in forma folk, di un'antica leggenda: «Il brutto e la moglie». Il 16 agosto il paese tornerà a vivere, tra le risate e i banchetti, la vicenda di un matrimonio difficile da combinare. Tutto comincerà con una danza rituale di origini arcaiche. Il «brutto» (un signorotto del paese ricco e brutto) cercherà appassionatamente di convincere la giovane bella e renitente, che prima scappa e poi accetta la proposta. A matrimonio avvenuto la gioia scoppia e la festa avrà inizio con una carambola di danze che coinvolgeranno il numeroso pubblico: la giga, la monferrina, l'alessandrina, la piana, al suono del piffero accompagnato dalla fisarmonica. Le aie di Cegni si preparano a essere nuovamente allestite con rappresentazioni della cultura rurale e rievocazioni di scene di vita quotidiana. Si potranno osservare anche le antiche attività artigianali locali e gustare i sapori tipici della cucina locale più tradizionale. Oggi non sono più solo gli abitanti di Cegni a partecipare al Carnevale, la manifestazione ha ormai raggiunto una notevole popolarità e richiama un folto pubblico interessato non solo alla «mascherata», alla sfilata dei carri agricoli, ai gruppi di ballerini e di suonatori e ai giochi popolari. Il pubblico arriva anche per assaporare le numerose leccornie proposte: salsicce, salami e gustose schitte (focaccine fritte), il tutto innaffiato da buon vino dell'Oltrepo. Santa Margherita Staffora, Comune di 600 anime, si prepara a colorarsi di maschere e ad accendersi di allegria. (e. b.)