Via libera al federalismo fiscale
ROMA. Federalismo fiscale più vicino. Approvata ieri il consiglio dei ministri con l'astensione di Ferrero, Rifondazione, e Pecoraro Scanio, Verdi, e con le proteste, a distanza, di Regioni e autonomie locali, il disegno di legge delega. «E' una buona base», dice Tommaso Padoa-Schioppa. «E' lo strumento per dare gambe al federalismo a sei anni di distanza dall'approvazione della riforma del titolo V», aggiunge Linda Lanzillotta, ministro per gli Affari Regionali. Ora il disegno di legge delega andrà in Parlamento, («Sede del confronto vero», ancora Lanzillotta). Primo passaggio al Senato. Per Roberto Maroni, Lega, si tratta di «una decisione positiva perché serve ad aprire il dibattito, ma il contenuto è ancora troppo scarso e rimnagono troppi interrogativi».
Obiettivi.Gli obiettivi della legge delega, spiega il governo, sono autonomia, efficienza e solidarietà. Quest'ultimo, la solidarietà, è uno dei nodi considerati irrisolti da Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale, astenuto: «Non è chiaro come verrà fatta la perequazione fra territori ricchi e territori poveri - dice - il federalismo fiscale avrebbe effetti assai negativi sia sull'eguaglianza dei cittadini che sul decentramento amministrativo».
Fondi e tributi.Nascono tre fondi perequativi per Regioni, Comuni e Province proprio per attenuare gli squilibri fra i vari territori. A ciascuno dei tre livelli di governo viene attribuito un mix di tributi propri e compartecipazioni dinamiche al gettito dei tributi erarariali.
Finanziaria ad hoc.A giugno di ogni anno verrà varata una legge che comprenda le norme di bilancio che avranno ricadute sulla finanza locale e regionale. La legge vedrà la luce dopo un confronto fra governo, Regioni e autonomie locali e diventerà un collegato alla Finanziaria da approvare entro ottobre.
Irpef e Rca.Le fonti di finanziamento per i Comuni prevedono un rafforzamento della partecipazione all'Irpef. Per le Province è prevista o un'analoga compartecipazione o, in alternativa, la trasformazione in tributo provinciale dell'imposta sulle assicurazioni Rc Auto.
Padoa-Schioppa e Franklin.Nel presentare la riforma il ministro Padoa-Schioppa si lascia andare a un confronto storico: «La Costituzione americana - dice - è stata scritta in sei settimane e lasciò aperta la questione della schiavitù, questione non piccola. Noi abbiamo lavorato più di un anno e lasciato una quantità di questioni irrisolte molto minore di quella che ha permesso di creare il primo stato federale della storia». Padoa-Schioppa come Benjamin Franklin e George Washington.
Ira delle Regioni.«Prendo atto - ha detto Vasco Errani - del fatto che il governo ha deciso di procedere anche in assenza del parere della Conferenza unificata. Sul testo esprimiamo un giudizio negativo, ma lo prendiamo come una sfida». Fra i punti critici ci sono la necessità di superare il criterio di spesa storica, la definizione dei bisogni standard su cui verranno parametrati i fondi, la definizione di criteri precisi per la perequazione, la definizione delle funzioni fondamentali superando con le città metropolitane il riferimento a criteri demografici.
Roma capitale.Nella legge delega il riconoscimento di un canale privilegiato di finanziamento per lo status speciale di capitale indicato nel Codice delle autonomie.