Pavia abbraccia Bologna
PAVIA. C'è anche Pavia, quest'anno, alla staffetta podistica 'Insieme per non dimenticare il 2 agosto 1980", giorno della strage alla stazione di Bologna. Un'iniziativa cui aderiscono, in tutta Italia, diverse migliaia di persone tra podisti, organizzatori e semplici cittadini che si aggregano lungo il percorso. Tante le città italiane coinvolte, tra cui Milano (la corsa prende il via da piazza Fontana), Brescia (raduno in piazza della Loggia), Livorno (teatro della tragedia della Moby Prince). Nel testimone un messaggio di solidarietà e cordoglio: «L'amministrazione comunale di Pavia commemora le vittime della strage alla stazione ferroviaria di Bologna del 2 agosto 1980. Pavia è vicina ai parenti delle vittime per non dimenticare e affinché mai più si ripeta una simile tragedia. Il sindaco Piera Capitelli». Il messaggio sarà consegnato al primo cittadino di Bologna, Sergio Cofferati.
Dei 25 podisti pavesi solo uno raggiungerà il capoluogo emiliano, è Gianni Tempesta, referente provinciale della lega atletica della Uisp e della Fidal Amatori, ma anche presidente dell'Atletica Pavese. Un runner a tutto tondo, impegnato nella crescita di un movimento che a Pavia può contare su alcune centinaia di runners di tutte le età: «E' una cosa emozionante, ma soprattutto una bella occasione per coniugare lo sport con l'impegno civile». C'è entusiasmo ed emozione tra i podisti pavesi, una volta tanto non in gara tra loro, ma uniti da un comune ideale di pace e giustizia. «Tutte le società si ritrovano qui, davanti al Mezzabarba, per testimoniare la propria solidarietà ai parenti delle vittime e della città di Bologna, ferita nell'estate del 1980», dice Enzo Busi, dell'Avis Pavia, che ieri ha aperto la staffetta: «Se mi ricordo il giorno in cui scoppiò la bomba alla stazione? Certo che si, mi ricordo le dirette televisive, i continui aggiornamenti sul numero dei morti, gli appelli alla popolazione, la spasmodica ricerca di plasma... Una tragedia, come si può dimenticare?». Barbara Viola, vogherese che corre per una delle società di casa, l'Iriense: «Qualunque cosa è buona se serve a non dimenticare». Ne è convinta anche Irene Stringo, podista milanese dell'Atletica Pavese, che dice: «Nel nostro piccolo cerchiamo di testimoniare l'importanza di valori come la pace, la solidarietà e, naturalmente, la giustizia. Mi ricordo bene il giorno della strage alla stazione di Bologna, ero in vacanza in Sardegna: non dimenticherò mai quel giorno, una cosa spaventosa...». I più giovani, come il portalberese Paolo Forni e la bronese Giuditta Porro (della Pavese entrambi), quando scoppiò la bomba che il 2 agosto del 1980 costò la vita a 85 persone, ferendone 200, erano dei bambini. «Ho visto dei documentari, sono sconvolgenti», dice Paolo. «Si anch'io, non si crede a quello che è successo», gli fa eco Giuditta. Il sindaco di Pavia Piera Capitelli ha accolto i runners in aula consiliare: «Siete portatori di un'energia positiva, sia fisica che valoriale - ha detto il primo cittadino - . Un'energia tanto più importante, fondamentale, per combattere i falsi valori». Una saluto breve ma caloroso, dopodiché i podisti pavesi sono partiti alla volta di Piacenza, dove sono giunti ieri in serata. Oggi solo Gianni Tempesta proseguirà alla volta di Bologna, dove i runners arriveranno nelle prime ore del mattino di domani. E dove prenderanno parte alle toccanti cerimonie con cui il capoluogo emiliano commemora una delle più grandi tragedie dell'Italia contemporanea.