Tragico schianto a Bosnasco
BOSNASCO. Un morto e due feriti in pericolo di vita. Questo il pesante bilancio dell'ennesimo grave incidente, accaduto sabato notte in località Cardazzo di Bosnasco, lungo la via Emilia. La vittima è Maria Umbertini, 68 anni, di Piacenza, deceduta sul colpo. Una tragedia che ripropone la pericolosità della statale 10 in quel tratto al confine fra l'Oltrepo Pavese e il Piacentino.
La donna viaggiava su una Panda in compagnia di Elio Salvini, 71 anni, di Pianello Valtidone. Stavano rientrando a casa dopo una serata trascorsa a ballare al Sandalo Cinese di Stradella. Alla guida del fuoristrada Mitsubishi Pajero coinvolto nello schianto, c'era un 30enne di Cstelsangiovanni, Marcello Licardi, diretto a Stradella. L'impatto sarebbe avvenuto, secondo i rilievi dei carabinieri della stazione di Stradella, sulla corsia di marcia della Panda. Ad avere la peggio, Maria Umbertini che è deceduta sul colpo. Gravissime le condizioni di Salvini, ricoverato al policlinico San Matteo di Pavia in prognosi riservata e di Licardi, ricoverato in rianimazione all'ospedale di Piacenza. Su disposizione della procura vogherese, i mezzi sono stati posti sotto sequestro e il giovane piacentino al volante del fuoristrada è indagato per omicidio colposo. Fondamentale, al fine dell'inchiesta, anche l'esito del test alcolimetrico eseguito subito dopo l'incidente. L'ennesimo grave incidente in uno dei tratti di strada già più volte teatro di analoghe tragedie. Una via Emilia sempre più caotica perchè, di fatto, nei 35 km di pertinenza pavese, da Voghera al confine con la provincia di Piacenza e l'Emilia-Romagna, attraversa dodici centri abitati per complessivi 27 chilometri di tragitto dove, ad esempio, il limite di velocità massima è di 50 chilometri orari. E sempre più pericolosa perché è soprattutto qui che si registrano gravi incidenti, come avvenuto nella notte fra sabato e domenica scorsa, con bilanci mortali. Lungo la ex statale 10, adesso sotto la competenza dell'amministrazione provinciale, sono diversi i punti a rischio. Dalle statistische dei sinistri, sono quelli compresi fra i gli abitati di Broni e di Redavalle verso ovest e fra Stradella e il confine regionale, verso est. Il 60% degli incidenti gravi degli ultimi dieci anni, infatti, è avvenuto in questi due tratti. Strutturalmente, da Stradella verso Castelsangiovanni, la strada diventa di più difficile percorrenza a causa di alcuni saliscendi. Da Broni a Redavalle, rispetto ai tratti urbani di Broni e di Stradella, non cambia di aspetto. Sorpassi azzardati e mancate precedenze sono all'origine degli incidenti più gravi: accade soprattutto fra Broni e Redavalle e fra Stradella e Castelsangiovanni, perché dopo aver percorso 5-6 chilometri sempre in coda per tragitti brevissimi, appena fuori comune c'è la tendenza a pigiare sull'acceleratore. (p.r.)