La meccanica sposa ricerca e finanza
CILAVEGNA.Federmacchine, la federazione dei costruttori italiani di beni strumentali, si è trovata a Cilavegna per discutere del futuro del settore. In particolare, si è ribadita l'assoluta rilevanza che la meccanica strumentale riveste all'interno dell'economia italiana: il settore può contare su 3mila aziende e una forza lavoro di oltre 130mila addetti. Nel 2006 la produzione italiana dei beni strumentali ha raggiunto i 23,4 miliardi di euro, registrando un incremento pari al 9,3% rispetto all'anno precedente. A far gli onori di casa al Molino Taverna c'era Paolo Banfi, presidente di Acimit (l'associazione dei costruttori italiani di macchine tessili) e direttore generale della Comez di Cilavegna, azienda leader a livello mondiale nella tecnologia delle macchine a crochet e dei telai ad aghi. All'incontro, presieduto da Alberto Sacchi, presidente di Federmacchine, hanno partecipato anche Giusto Fuga, sindaco di Cilavegna, Ambrogio Cotta Ramusino, sindaco di Vigevano, Massimiliano Boccanera, responsabile per la sede di Vigevano dell'Unione Industriali di Pavia, Carlo Guardalben, responsabile direzione imprese Cariparma, e Alfredo Mariotti, segretario generale di Federmacchine. «Proprio per via dell'importanza che la meccanica strumentale riveste, quale elemento irrinunciabile dell'intero made in Italy nella penetrazione dei mercati esteri, la federazione deve essere pronta a recepire e a sostenere le istanze delle associazioni federate nel favorire la competitività e la crescita del settore», è stato ribadito a Cilavegna. Proprio con questo obiettivo Federmacchine ha attivato una serie di collaborazioni con ol mondo finanziario, della ricerca e formazione. (u.d.a.)