Nespoli, chance Dover
PAVIA. Obiettivo: Olimpiadi di Pechino. Il vogherese Mauro Nespoli è l'arciere italiano più promettente, l'erede dell'olimpionico Marco Galiazzo e dei suoi compagni in azzurro Michele Frangili e Ilario Di Buò. Questi quattro domani partiranno alla volta di Dover, in Inghilterra, dove da martedi è in programma la quarta prova della Coppa del Mondo, terzo Gran Prix Europeo. Nespoli, che attualmente è al primo posto nel ranking italiano, sarà in pedana nell'individuale e con ogni probabilità anche nella gara a squadre, a spese proprio di uno dei 'senatori" azzurri. E subito dopo ecco che inizierà la corsa verso Pechino per questi quattro arcieri, che alle prossime Olimpiadi si contenderanno tre posti per la gara a squadre e individuale. Per cercare di raggiungere il sogno olimpico Nespolo, intanto, ha abbandonato momentaneamente l'università, dove frequentava ingegneria aerospaziale, e cambiato società, lasciando il Dlf Voghera per gli Arcieri Grande Milano.
«L'obiettivo è gareggiare alle Olimpiadi di Pechino del prossimo anno - spiega Nespoli - i giochi non sono ancora stati fatti ed io sono in corsa come i miei tre compagni Galiazzo, Di Buò e Frangilli. Il direttore tecnico Gigi Vella ha deciso di puntare su loro tre per qualificare la squadra azzurra per Pechino, in quanto hanno maggior esperienza di me e devo ammettere che la scelta è stata quella giusta, perché la nazionale italiana si è qualificata. Detto questo, rimane da scegliere chi andrà a Pechino». L'arciere vogherese non accampa diritti acquisiti, ma dice solo che sarà il campo di gara che dovrà confermare gli arcieri per le Olimpiadi. «Attualmente sono al primo posto nel ranking nazionale - spiega Mauro - chiaro che bisogna guadagnarsi la convocazione durante la prossima stagione, ma voglio vedere se il prossimo anno, nell'eventualità fossi ancora in testa io in Italia, avranno il coraggio di lasciarmi fuori». Intanto lunedi parte per Dover con la nazionale per la quarta ed ultima prova di Coppa del Mondo che, oltre ad assegnare la vittoria, consentirà ai primi quattro della classifica generale che tiene conto anche delle altre tre prove di qualificarsi per la finale mondiale in programma Dubai a settembre. «Mi piacerebbe esserci e le possibilità le ho ancora - dice ancora l'arciere oltrepadano - sono al decimo posto della classifica generale e se riuscissi ad andare sul podio a Dover entrerei di diritto fra i primi quattro. L'impresa è alla mia portata, anche se sono reduce da un infortunio alla spalla sinistra, che ha limitato i miei allenamenti». Per recuperare Nespoli si è allenato duramente con Luciano Malovini, che è il suo tecnico, e con Elisa Benatti, campionessa europea a squadre. «E' servito per creare un po' di tensione, utilissima anche in vista delle gare. A Dover gareggerò di sicuro nella prova individuale e probabilmente in quella a squadre, anche perché in questo modo posso acquisire quell'esperienza che gli altri possiedono già. E quando si torna si inizia a lavorare per Pechino». Per realizzare il sogno olimpico Nespoli ha anche dovuto compiere due scelte importanti: tralasciare per un anno gli studi di ingegneria aerospaziale all'Università di Milano e cambiare società, dal Dlf Voghera agli Arcieri Grande Milano. «Sono state due decisioni importanti e sofferte. D'altronde se voglio coronare il grande sogno della mia vita di gareggiare alle Olimpiadi devo fare dei sacrifici e due anni di studi non sono una perdita irreparabile, anche perché poi posso recuperarli. Lasciare Voghera è stato altrettanto difficile, ma anche in questo caso la scelta è legata a Pechino, in quanto la nuova società milanese conta oltre duecento arcieri ed è la seconda in Italia, il che mi garantisce visibilità e forza anche nelle scelte».
Maurizio Scorbati