Vigevano, ballata minimalista

VIGEVANO.Non conta nulla, Koistinen. Vive solo, lavora di notte (fa la guardia giurata), non ha amici. Eppure non è un vinto: Aki Kaurismaki ne 'Le luci della sera" di (domani, ore 21.30 al Castello Sforzesco per «Cinema in castello»), riprendendo i consueti toni da ballata minimalista che in sottotraccia al glaciale melodramma fa scorrere anche una vena d'ineffabile ironia, lo presenta mentre veglia sui negozi di un centro commerciale di Helsinki, i piccoli gesti meccanici ripetuti ogni volta negli sgradevoli sfondi di un nord Europa visto nell'eleganza rarefatta di fotografia e scenografia, prima di passare dal chiosco di bibite e würstel dove è solito fermarsi e scambiare due parole con la donna che serve i clienti. C'è una luce, nel suo cuore, un moto di ribellione che gli impedisce di diventare un bruto come gli altri, tutti gli altri. I compagni di lavoro, che vedono in lui un diverso asociale, su cui si può infierire; e i componenti di una gang, convinti di poterlo usare per i loro loschi fini. Il mezzo è semplice: una bionda che promette amore, e invece mira solo alle chiavi e ai codici di sicurezza di una gioielleria. Koistinen (Janne Hyytiainen, splendido) ora è incastrato, se non parla finirà in prigione. Ma nessuna sbarra può rinchiudere il suo cuore.