Senza Titolo
Nei film degli anni Sessanta, Settanta e anche dopo, nelle sceneggiature di quel grande filone chiamato «commedia all'italiana» c'è sempre un personaggio standard, anche se variamente declinato e recitato: l'industriale brianzolo, il «cumenda». Pieno di soldi e scarso di scienza, il «cumenda» è convinto che con i soldi si possa comprare tutto, proprio tutto e non solo macchine, ville e pupe. Per cui si compra la laurea, convinto di acquistare cultura. Si mette in casa pezzi di legno e di coccio sicuro di comprare storia. Ed è pronto a staccare assegno anche per acquisire giovinezza e salute, il miglior affare possibile. Finiti quei tempi, archiviato quel personaggio? No, la maschera della commedia è viva e lotta insieme a noi. Abbiamo appena letto la fiduciosa confessione del «cumenda» più forte che c'è: «Ho già pagato, mi hanno assicurato che posso campare altri 50, fino a 120 anni». Chi è? Il più ricco e il più potente che c'è, l'idolo di mezza Italia. Lunga vita e auguri. Ma in sottofondo una vocina impertinente canticchia una vecchia filastrocca dei tempi dell'oratorio: «E sempre sia lodato quel fesso che ha pagato».