Giustizia, diventa legge la riforma di Mastella

ROMA.A notte fonda nell'Aula della Camera arriva il via libera definitivo alla riforma dell'ordinamento giudiziario. Una corsa contro il tempo, con quasi 200 votazioni in un solo giorno, per mandare in soffitta la «controriforma» Castelli varata dal governo della Cdl prima ancora che entri in vigore: il 31 luglio. L'esame del testo Mastella è stato caratterizzato anche a a Montecitorio da un durissimo muro contro muro tra maggioranza ed opposizione. Il centrodestra non ha abbandonato l'Aula come aveva fatto nella prima lettura in Senato, ma ha duramente protestato contro la «blindatura» del testo da parte del governo sfruttando ogni secondo del tempo disponibile. Alla Camera il governo non ha posto la fiducia sul testo, ma nessun emendamento è stato approvato per scongiurare il ritorno del testo al Senato che non avrebbe impedito l'entrata in vigore della riforma Castelli. Un fatto che avrebbe potuto compromettere la tenuta del governo. Non è certamente un caso che ieri il premier Romano Prodi, al termine del Consiglio dei ministri, si sia trasferito nell'Aula di Montecitorio da dove non si è mosso, rimanendo a votare fino alla fine. Sicuramente un gesto di attenzione nei confronti dei deputati della maggioranza costretti al «tour de force». «Il presidente del Consiglio - ha sottolineato il suo portavoce, Silvio Sircana - ha voluto essere qui a Montecitorio per ringraziare ministri e deputati che stanno lavorando». Accanto a Prodi c'era anche una pattuglia di ministri-deputati: preziosi per compensare quelli della Rosa nel Pugno, che in otto emendamenti ha votato con la Cdl.