Natali lombardi per Colombo
PAVIA.Sempre più prove confermano che Cristoforo Colombo era italiano. E più precisamente lombardo, perché lombarda è la radice del suo cognome. La conferma scientifica emerge dalla ricerca 'Distribuzione aplotipica del cromosoma Y in persone italiane e spagnole di cognome Colombo e Colón per l'identificazione di Cristoforo Colombo", discussa ieri dalla studentessa vogherese Natalia Lugli, che ha svolto la sua tesi di laurea alla facoltà di Scienze biologiche. Accanto al nome del relatore Carlo Alberto Redi, del dipartimento di Biologia Animale dell'Università di Pavia, e direttore scientifico del Policlinico, spicca quello del colonnello Luciano Garofano, comandante dei Ris di Parma, e del relatore esterno José Antonio Lorente Acosta, direttore del laboratorio di Medicina legale della facoltà di Medicina dell'Università di Granada. Lo studio é una 'tranche" del 'Proyecto Colón", varato con l'obiettivo di individuare il luogo di nascita di Cristoforo Colombo e quindi risolvere la storica diatriba sulla nazionalità del navigatore. La ricercatrice vogherese ha analizzato, dopo averne estratto il Dna, più di 100 campioni di saliva di persone italiane (piemontesi, lombarde e liguri, oltre a campioni di controllo) con cognome Colombo. I risultati italiani sono stati confrontati con quelli ottenuti da campioni francesi e spagnoli. L'esito: il cognome Colombo è originario della Lombardia e, solo in seguito, è approdato in Spagna dopo aver attraversato la Francia. Ora il 'Proyecto Colón" è nella sua ultima fase: comparare i dati rilevati nei tre paesi con quelli ottenuti dallo studio del Dna di Cristoforo Colombo (i cui resti al pari di quelli del figlio Fernando e del fratello Diego, erano stati riesumati nel giugno 2003), per comprovarne l'origine. «L'estrazione del Dna dai resti che si trovano a Granada non era sufficiente - spiega Redi -. Bisognava confrontare quel campione con altri Dna. Cosi si è deciso di scrivere a persone con il cognome 'Colombo" e 'Colòn" in Lombardia, Piemonte, Liguria, Francia e Spagna, chiedendo loro un campione di saliva. Nel giro di 5 o 6 mesi avremo l'indicazione definitiva sulle origini di Colombo». Redi sottolinea anche il valore in sé della ricerca: «Abbiamo lavorato come una comunità scientifica - spiega -. Garofano e Lorente sono legati da amicizia e affinità professionale. Ma è una ricerca che costituisce anche un grande esempio per i giovani, che possono comprendere l'utilità del metodo scientifico». Garofano si è detto «contento della sua presenza a Pavia e soddisfatto del lavoro svolto». La studentessa da 110 e lode commenta cosi: «Ci vorrà ancora del tempo per il risultato finale, ma la tesi è stata una parte importante per l'intero progetto. In Spagna il lavoro è durato un anno: un'esperienza indimenticabile».