«Ottimo risultato». Il nodo delle rese C'è chi esulta e chi spera in nuovi passi
SANTA MARIA.Nuovi disciplinari. I commenti in Oltrepo. «Un segnale decisivo è stato dato: era necessario darsi delle regole e questo è un buon inizio». Cosi Ermanno Rebasti, dell'azienda «Poggio Rebasti» di Montescano e uno dei soci fondatori del «Club del Buttafuoco Storico». «Bandire la vendita in damigiana del Buttafuoco è una grande conquista - aggiunge Rebasti - un po' meno quello di ammettere nella Doc anche quello frizzante. Qualche perplessità rimane anche per le maggiori rese d'uva per ettaro: senza adeguati controlli potrebbe compromettere la qualità del prodotto». Nuovi disciplinari: soddisfatto il vicepresidente del Consorzio Fabiano Giorgi, contitolare dell'omonima azienda vitivinicola di Canneto. «La Doc, rispetta le caratteristiche del nostro territorio valorizzandolo, comprese le rese per ettaro: sono disciplinari adeguati alla nostra realtà - dice Giorgi - la Docg poi, era un atto dovuto». Sulle rese: «Il surplus di produzione è dato dalla natura, l'aumento di resa accompagnato da rigidi controlli può garantire un dato di produzione corretta rapportata anche ai quattromila ceppi per ettaro, contemplati dal nuovo disciplinare». «In ogni caso - spiega Giorgi - sarà il singolo produttore a fare la differenza puntando ad un aumento della qualità rapportata ai parametri di produzione: noi, ad esempio, continueremo a produrre alcuni vini con una resa di uva di 60-70 quintali per ettaro, ma si tratta di prodotti particolari, come il Buttafuoco Storico, ad esempio, che si mantiene sugli 80 quintali di uva per ettaro. Sarà poi il mercato a giudicare». «I nuovi disciplinari rappresentano una grande conquista e serviranno a mettere più ordine in una zona importante come dimostrato dall'interesse delle grandi aziende non solo nazionali. Per produrre grandi vini acquistano in Oltrepo la materia prima - commenta Patrizia Torti, dell'azienda 'Tenimenti Castelrotto" di Montecalvo - adesso non ci resta che sperare anche nella Docg del pinot nero vinificato in rosso. Si tratta di un primo passo verso una crescita sotto diversi punti di vista». (p. r.)