Stato di calamità per gli incendi al Sud

ROMA. I roghi hanno fatto ancora una vittima: Concetta Della Valle, 86 anni, era stata ricoverata nei giorni scorsi al Cardarelli di Napoli con ustioni sull'80% del corpo. Insieme al figlio aveva tentato di evitare che un incendio sviluppatosi sul monte Milo di Caiazzo attaccasse il fienile e la casa colonica di sua proprietà. Ancora da accertare il rogo di capannone abbandonato alle porte di Roma dove i vigili del fuoco, spente le fiamme, hanno trovato un teschio umano e ossa.
Intanto oggi il Consiglio dei ministri proclamerà lo stato di calamità nazionale per le regioni del Mezzogiorno e la Sardegna devastate dagli incendi. E mentre in Calabria e Puglia non si esclude la mano della criminalità organizzata, il ministro Pecoraro Scanio si augura condanne severe per i piromani: «Anche 10 anni di reclusione». Con 262 incendi che hanno visto l'intervento del Corpo Forestale in tutta la Penisola, la situazione sta comunque tornando lentamente verso la normalità, anche se resta critica in Calabria e Campania.
In Calabria erano ancora 85 i roghi accesi e 2.000 ettari sono andati in fumo nell'incendio che da giorni divampa nel Parco nazionale del Pollino. Un disastro ambientale per il quale la Procura di Castrovillari non esclude che «possa esserci la mano della criminalità organizzata». Dopo la Calabria, la regione più colpita è stata la Campania con 78 roghi, seguita dal Lazio, dalla Puglia, dall'Abruzzo, dalla Basilicata, dalla Toscana, dalle Marche, dalla Liguria, dal Molise e dal Piemonte con 3, dal Veneto e dall'Umbria. Le province più assediate sono state Cosenza con 30 incendi, Avellino con 27, Catanzaro con 26, Benevento con 17, Reggio Calabria con 15 e Foggia con 10.
In Puglia, quando ormai tutti i focolai erano spenti, nuovi incendi sono divampati nel pomeriggio proprio a Peschici, teatro della tragedia di tre giorni fa, dove ieri era lutto cittadino per i funerali dei fratelli Fasanella rimasti uccisi dalla fiamme. E' intanto partita l'inchiesta del procuratore di Lucera: si è tenuto un vertice in procura e sembra sempre più prendere corpo l'ipotesi di diversi incendi dolosi. Sono stati accertati più focolai di partenza e non si esclude che possa essersi trattato di un'azione coordinata, forse opera del racket delle estorsioni. Lo stesso presidente della Regione Vendola ha parlato di roghi «appiccati dalla manina di chi rappresenta interessi speculativi, di una economia rapace e gangsteristica».
Nuovi incendi anche nelle Marche ad Ascoli Piceno nella zona di Roccafluvione e a Cancelli di Fabriano dove è stata chiusa la linea ferroviaria.
Squadre al lavoro anche in Abruzzo: gli incendi boschivi ancora attivi ieri mattina erano a L'Aquila, Chieti e Pescara dove, a Bussi sul Tirino, un rogo minacciava il polo chimico Solvay e la centrale turbogas. In Sicilia la situazione si stava invece normalizzando. Sono stati tutti spenti i fronti che da tre giorni interessavano i colli che circondano Messina come un incendio sul monte Cammarata, nell'agrigentino, dove un albergo è stato evacuato. (m.v.)