Ospedale nuovo, pareri divisi


MORTARA.«Va bene unn nuovo ospedale in Lomellina, da costruire con l'eredità di Vera Coghi, se quelli di Vigevano e Mortara verranno chiusi, costruendo una struttura ex novo a metà strada. Altrimenti, non vedo l'utilità». E' l'opinione di Ettore Gerosa, aiuto primario di Chirurgia all'ospedale Asilo Vittoria di Mortara, ex vicesindaco e attualmente consigliere comunale di minoranza per An. Antefatto: pochi giorni fa, è stata costituita la fondazione che gestirà l'ingente patrimonio (varrebbe almeno 20 milioni di euro), destinato dalla benefattrice di Castello D'Agogna - morta tre mesi fa - a interventi per la sanità in provincia di Pavia. E in Lomellina in particolare, soprattutto per l'ospedale di Mortara. Un'istanza, presentata al giudice tutelare, indica però anche la volontà di far costruire un nuovo ospedale sul territorio.
«In ogni caso, si dovrebbe capire se sarà un ospedale pubblico, donato dai benefattori all'Asl, o privato - dice Gerosa - E con quali caratteristiche, magari creando reparti specialistici o di eccellenza che non sono presenti in zona».
Si era ventilato di costruire una clinica a Castello D'Agogna: «a soltanto cinque chilometri dall'ospedale di Mortara: mi pare assurdo», conclude il medico-consigliere.
Parere negativo anche dall'assessore comunale alla Sanità, Eugenio Gandolfi, che è anche presidente dell'associazione medici di base. «Di base l'idea mi lascia decisamente perplesso. E comunque - sottolinea anche il dottor Gandolfi - si deve capire che tipo di ospedale sarà. Se fosse una struttura di eccellenza, o per pazienti 'acuti", si dovrebbe allora ripensare la destinazone degli ospedali lomellini di Mortara e Mede, trasformandolo in struttura per lungodegenti e riabilitazione».
E comunque, «si deve vedere se un nuovo ospedale andrebbe a soddisfare esigenze reali del territorio».
Più possibilista invece il sindaco di Mortara Roberto Robecchi: «Quando si tratta di interventi per la sanità in Lomellina, non si può che essere d'accordo. Certo, si deve istituire un rapporto di stretta sinergia con i vertici di Asl ed azienda ospedaliera, per concordare una strategia comune». Favorevole anche il professor Giorgio Bottani, primario di Chirurgia all'Asilo Vittoria. «Si deve andare verso la razionalizzazione: un unico ospedale per pazienti 'acuti" in Lomellina, e le strutture esistenti riconvertite per la diagnostica e la lungodegenza. Non hanno più senso ospedali come quello di Vigevano: costruito in centro città, con problemi di spazio e sicurezza facilmente intuibili, strutturato a padiglioni, altra soluzione ormai non più funzionale».

Anna Mangiarotti