Pavia, il problema Bevo

SALICE TERME. E' l'unico elemento di movimento over 30 ma la sua permanenza a Pavia resta in dubbio. Vincenzo Bevo si sta allenando coi compagni con tranquillità. Sa però che da un momento all'altro potrebbe partire perché è difficile che il club punti su di lui nel prossimo campionato. «Non ci sono novità sul mio futuro - spiega - Per ora non ho ricevuto offerte concrete. Rimango in attesa e nel frattempo lavoro con la massima serietà». Il centrocampista è sotto contratto con gli azzurri fino a giugno del 2008. Un mese fa il suo addio pareva certo ma poi, a causa della mancanza di alternative interessanti, sono aumentate le possibilità che resti in riva al Ticino. Il giocatore non vuole vivere un'altra stagione da separato in casa. «Se sapessi di godere della fiducia della società rimarrei volentieri - aggiunge - Avrò le idee più chiare quando capirò le intenzioni del mister». Intanto è vicinissimo il ritorno dell'esterno offensivo Alessandro Stefanini (classe 1987, di proprietà del Livorno).
Già oggi il Pavia potrebbe raggiungere l'accordo con gli amaranto per riavere in prestito per un altro anno la giovane ala. Se la situazione si sblocca in giornata Stefanini potrebbe raggiungere Salice ed aggregarsi subito al gruppo. In settimana potrebbe essere definito anche l'ingaggio di un nuovo difensore. In cima alla lista di gradimento degli azzurri nelle ultime ore pare sia balzato Luca Pagliarulo (‘83, Foggia). Il giocatore, reduce da tre campionati di C1 con i pugliesi, tra i papabili pare sia il preferito del tecnico Alessandro Madocci (che lo ha già avuto in passato quando Massimo Morgia allenava i rossoneri). E' un elemento abbastanza esperto, forte fisicamente e in grado di ricoprire più ruoli in difesa. E' sotto contratto con il Foggia per altre due stagioni ma il club pare disposto a cederlo in prestito agli azzurri. Scendono dunque le quotazioni di Dario Bova (‘84, Cesena), che resta comunque la principale alternativa a Pagliarulo. Sul fronte Benito Carbone (‘71) invece nessuna novità. Prosegue la trattativa tra l'attaccante e il Pavia ma è probabile che l'operazione entri nella fase clou solo dopo il 4 agosto, quando il fantasista avrà terminato il ritiro con la nazionale disoccupati e di conseguenza il corso per diventare allenatore di terza categoria. La conclusione dell'affare non è destinata dunque ad arrivare in tempi brevissimi. Si prospettano altre settimane di attesa anche per Vincenzo Bevo (‘75). Un mese fa il direttore generale Armando Calisti aveva dichiarato che il centrocampista, reduce da una stagione in cui ha trovato poco spazio, non rientrava più nei piani degli azzurri. Negli ultimi giorni invece sulla sua permanenza a Pavia c'è stata una parziale apertura del diesse Massimo Tarantino. Se però dovesse arrivare un'offerta interessante per il giocatore, che la società è disposta a liberare senza pretendere nulla per il cartellino ma ha un ingaggio abbastanza elevato, è probabile che parta. «Finora ho avuto qualche contatto con altri club ma nessuna vera trattativa - spiega - Da qui al 31 agosto però può succedere di tutto. Io resterei volentieri anche qui se sapessi che la mia presenza è gradita. L'anno scorso ho fallito anche perché non godevo della fiducia dei tecnici. Mi assumo le mie responsabilità ma posso assicurare che non è facile scendere in campo sapendo che sei sempre in discussione. All'andata ho trovato poco spazio mentre al ritorno non ho mai giocato». Bevo, se dovesse rimanere, deve anche fare i conti con una situazione ambientale avversa. La tifoseria ha già avuto modo di fargli capire, seppur in modo civile, che non lo stima. «Lo so e mi dispiace. Mi rendo conto di aver deluso le aspettative ma credo che qualche attenuante mi vada concessa. Tanti giocatori peraltro la scorsa stagione hanno reso al di sotto delle loro possibilità. Se siamo retrocessi la colpa è di tutti, non solo mia. Anche perché spesso io non ho neppure messo piede in campo, pur essendo a disposizione. In questi giorni comunque mi sto impegnando a fondo perché mi piacerebbe dimostrare il mio reale valore. Non sono uno che vince le partite da solo, anche perché se cosi fosse non giocherei in C2, ma posso dare anch'io un contributo». Michele Lanati