Nuovi infermieri al San Matteo
PAVIA. Trenta infermieri, sette operatori socio-sanitari e sei tecnici di radiologia: sono i numeri dell'accordo raggiunto ieri tra direzione del San Matteo e Rsu della fondazione, che andranno ad alleviare la penuria di personale nei reparti già a partire dal prossimo autunno. La proposta sarà presentata oggi al consiglio di amministrazione della Fondazione. «Al Cda sarà chiesto di valutare la trasformazione di 43 posti oggi non occupati in nuove assunzioni, tramite borse di studio e stagisti che poi potranno entrare di ruolo tramite concorso», spiega il coordinatore delle Rsu Mimmo Galeppi.
«In questo modo si garantirà - prosegue Galeppi - il posto in ruolo per coloro che si laureeranno quest'anno». L'aspetto positivo è che i concorsi verranno indetti in concomitanza con le scuole infermieristiche, e quindi daranno subito la possibilità ai laureando di occupare, non da precari, i posti vacanti presso la Fondazione. L'ipotesi, che va solo formalizzata, risponde a un'esigenza organizzativa posta da tempo all'interno dell'ospedale dalle organizzazioni sindacali. La mancanza di personale è avvertita come un peso soprattutto in alcuni reparti, quali Medicina e Chirurgia. «L'accordo non risolve il problema del tutto - spiega Galeppi - ma di certo migliora di molto la situazione». Nel corso della riunione è stato anche confermato che nello stipendio di settembre sarà erogato, a tutti i dipendenti che ne hanno diritto, un acconto del 50%, che corrisponde a 320 euro, delle risorse aggiuntive regionali del 2007.
«Per quanto riguarda le risorse contrattuali del secondo biennio economico 2004-2005 - spiega Galeppi - sono a disposizione 900mila euro per la produttività e 550mila per l'orizzontalità. L'amministrazione vuole investire una parte rilevante sulla produttività, ma come Rsu abbiamo chiesto di investire risorse anche sulla orizzontalità».
Maurizio Niutta, per la parte trattante della Fondazione san Matteo, si dice «soddisfatto di una fase di contrattazione che è riuscita a sfociare in proposte operative. Di ciò - prosegue Niutta - va dato merito a tutti gli interlocutori sindacali intervenuti. Il confronto reale sui problemi ha portato ad ipotesi che debbono naturalmente essere validate dal consiglio di amministrazione della Fondazione». Il Cda, che si riunisce oggi per una seduta già programmata, dovrà dire la sua sull'ipotesi di accordo. (m. fio.)