«Ora mi butto sul neo-rurale»
GIUSSAGO. Ingegner Natta, fondatore del sistema Fertilvita, finisce un'epoca. Ecodeco diventa milanese...
«Non direi, semmai il contrario»
Cioè?
«L'operazione, al di là dei dettagli tecnici, è innovativa per tutta la provincia di Pavia. Perchè in realtà è Aem che viene sul nostro territorio, non il contrario. La mia società resta, non viene inglobata. Per di più rimane a Giussago. Più di cosi...
Cosa cambia all'interno dell'azienda che lei ha creato trent'anni fa?
«Non cambia sostanzialmente nulla. La sede verrà spostata, ma sarà sempre a Giussago. Dirigenti ed impiegati resteranno al loro posto. Rimarranno le medesime caratteristiche, nella fisionomia e nella sostanza della società. In più si crea un polo davvero all'avanguardia. Ci sarà continuità ed innovazione. In Ecodeco non si accorgeranno nemmeno del cambiamento, questo lo posso garantire»
Ma lei? Non avrà proprio più alcun ruolo nella sua azienda?
«Praticamente no, nel senso che non avrò più alcuna responsabilità nel nuovo organigramma, a parte l'apporto che continuerò a dare nel settore Ricerca e Sviluppo. Diciamo un piccolo pezzo di cordone ombelicale che resta fra me e la società»
Ma non le mancherà, dal punto di vista umano almeno, la guida di una delle aziende più importanti nel settore e non solo a livello italiano, ma mondiale?
«Guardi, io mi sento come un artigiano, non un industriale. Trent'anni fa ho creato Ecodeco. Ora la cedo, proprio come farebbe un artigiano con una sua opera. Che ha avuto un buon apprezzamento, in questi anni. Dal punto di vista umano per me è certamente una grande soddisfazione».
Si, ma Ecodeco non è proprio un articolo artigianale qualunque.
«Ho considerato la mia azienda sempre come un progetto, mai come una proprietà. Il centro di tutto è la realizzazione di questo progetto, non l'imprenditore che lo realizza. E poi, Ecodeco finisce in ottime mani. A partire dal presidente di Aem e tutta la dirigenza, sono professionisti e persone di primissimo livello».
E ora che farà?
«Non starò certo con le mani in mano. Mi occuperò di ambiente neo-rurale. E' la mia nuova sfida. Vedrete che in provincia di Pavia arriveranno altre aziende di altissima qualità, come Aem. Aziende moderne, del terziario avanzato. Ma inserite in un territorio rurale. Qui ci sono i presupposti per realizzare qualcosa di innovativo. Il nostro territorio è un laboratorio eccezionale per questa nuova concezione di utilizzo del patrimonio rurale. Per questo insisto su questo concetto. Ecodeco non è affatto diventata milanese, è Aem che è diventata pavese. E di questo, me lo lasci dire, ne sono particolarmente orgoglioso». (g.s)