L'estate dei pendolari nei vagoni-forno
VIGEVANO. La calda estate dei treni. Per i viaggiatori della linea ferroviaria Milano- Mortara luglio e agosto sono i mesi più duri, a causa del funzionamento alterno dell'aria condizionata sui vagoni della linea. Chi ogni giorno prende il treno per andare al lavoro a Milano è costretto sempre a viaggiare al caldo, perché tanti vagoni mancano di aria condizionata e se c'è a volte non funziona. La tortura dei vagoni freddi d'inverno si trasforma in estate nel supplizio dei vagoni caldi che diventa addirittura insopportabile quando i treni rimangono fermi a lungo nelle stazioni o sui binari.
«In estate - dice Santo Spitaleri- si viaggia al caldo. E' una cosa normale. Il treno peggiore è in assoluto quello delle 18, perché non solo manca di aria condizionata, ma viene abbandonato al sole per tutta la giornata. Quando ci si sale è un forno. Si potrebbe cercare un modo per cercare di rinfrescare anche la sala d'aspetto, visto che ci si passa molto tempo anche in estate a causa delle corse dei treni che vengono annullate». Salire sul treno in questa stagione diventa un terno al lotto, visto che anche nei treni in cui c'è l'impianto di condizionamento questo non funziona in tutti i vagoni. «Ci sono alcuni vagoni - dice Giorgio Magni- dove c'è l'aria condizionata e si viaggia bene. In altri invece è spenta e diventa una vera e propria tortura. In alcuni casi è proprio rotta. Il risultato è che quelli dove si sta al fresco vengono presi d'assalto da tutti i pendolari e si viaggia stipati. Spesso è il treno delle 18 che ritorna da Milano ad essere troppo caldo, perché viene lasciato al sole per tutto il giorno. Sui treni della mattina, quando fa più fresco spesso c'è l'aria condizionata, mentre quelli del ritorno alla sera sono i più caldi». Il caldo per i viaggiatori nei mesi estivi si aggiunge a tutti gli altri disservizi che normalmente si registrano sulla linea. Stando all'impressione di alcuni viaggiatori negli ultimi mesi è aumentato il numero delle corse che saltano. «A Natale e nei mesi estivi - dice Silvana Fonti- quando ci sono meno persone che viaggiano diminuiscono anche i treni. Il numero delle corse che non vengono effettuate aumenta quando diminuisce la gente che prende il treno e chi è costretto a lavorare a luglio e agosto passa molto tempo nelle sale d'aspetto in attesa che arrivi il treno. Lo stesso si verifica durante le vacanze di Natale quando il numero di utenti diminuisce».
Andrea Ballone