«Sembra un traguardo irragiungibile»
PAVIA.Un traguardo irragiungibile. Cosi dovrà sembrare la pensione a 41 anni appena compiuti. E cosi la vede Roberto Prazzoli, infermiere professionale al San Matteo, che rientra nella categoria dei giovani lavoratori. Quelli che si sentono poco tutelati e poco considerati dall'accordo sulle pensioni raggiunto di recente tra governo e sindacati.
«La situazione non è delle migliori - commenta Prazzoli -. I problemi più grossi sono soprattutto per le persone che entrano sempre più tardi nel mondo del lavoro. Quando questi giovani, me compreso, riusciranno ad andare in pensione ci sarà una forbice troppo ampia tra l'ultimo stipendio e quello che si percepirà con la pensione. Si dice che nel 2050 si arriverà a una percentuale del del 30% in meno. Una giovane coppia è come se fosse destinata, in prospettiva, a prendere con la pensione un solo stipendio. E' vero che c'è la pensione integrativa, ma questo non basterà a colmare le lacune». Questa difficoltà, per i giovani, può poi diventare un vero incubo se si svolge un lavoro 'pesante". Tanto più che all'interno della riforma la definizione di lavoro usurante resta ancora un punto interrogativo, che potrebbe essere sciolto solo nelle prossime settimane. «Il problema non è tanto l'innalzamento dell'età della pensione - spiega Roberto Prazzoli - Piuttosto bisogna fare chiarezza sui cosiddetti lavori usuranti. Prendiamo il mio caso, ad esempio: lavoro nel reparto di terapia intensiva e non riesco proprio a immaginarmi ancora a 60 anni a fare questo tipo di lavoro con la stessa lucidità di adesso». (m. fio.)