Poker proibito, si prepara il ricorso
GAMBOLO'.«Il nostro era un torneo sportivo e non ha niente a che fare con il gioco d'azzardo». Gli organizzatori del torneo di poker sospeso dalla questura chiedono l'aiuto e l'assistenza della Federazione italiana gioco poker per arrivare, magari dopo le ferie, a riproporre la sfida a carte che avrebbe dovuto svolgersi oggi in un ristorante di Gambolò.
«Invieremo la documentazione alla Federazione nazionale - affermano gli organizzatori - che dovrebbe occuparsi della presentazione del ricorso. Da parte nostra, vogliamo ribadire che la manifestazione da noi organizzata non aveva le caratteristiche del gioco d'azzardo. La scorsa settimana è stata pubblicata una circolare del ministero degli Interni che specificava quali erano gli elementi per considerare un'iniziativa come gioco d'azzardo e il nostro torneo non rientra tra queste. Ci siamo informati e abbiamo appreso che in un paio di province italiane erano state organizzate manifestazioni che potevano configurare il gioco d'azzardo, ma, per esempio, a Milano ci sono almeno cinque circoli che praticano il gioco del poker come torneo sportivo che viene regolarmente autorizzato».
Quello che fa la differenza, secondo gli organizzatori, è la mancanza di aleatorietà, cioè di rischio per chi gioca. Nessuno può perdere più di quanto pagato per l'iscrizione, come i tornei di scopa d'asso o di bridge. «Un partecipante al torneo - continuano gli organizzatori - non può, una volta uscito dal gioco, ricomprare le fiches. Non c'è il cosiddetto 'rebuy"». Secondo la questura, però il poker può essere giocato solo nei casinò. Si profila quindi una battaglia a colpi di disposizioni normative e relative interpretazioni. (l.g.)