«Non è furbizia, è una protesta»

VOGHERA. Avvocato chiama avvocato. Quello incaricato dalla casa di riposo «Pezzani» ha scritto alle famiglie che si sono autoridotte le rette invitandole (pena altre spese) a saldare entro tre giorni a saldare il dovuto. Ieri pomeriggio il Comitato parenti e il sindacato hanno incaricato un proprio legale di rispondere per le rime. Il consiglio comunale aperto di lunedi non ha chiuso il caso.
Strali polemici, repliche. Pesano soprattutto i giudizi taglienti fatti nel consiglio comunale aperto da Giampiero Rocca, segretario di Forza Italia. «Rocca si è sbagliato di grosso - dicono quelli del Comitato Parenti - Non è vero, come ha detto, che chi si autoriduce la retta lo ha fatto per risparmiare pur potendo pagare. Non stiamo facendo i furbi, stiamo protestando. Deve essere chiaro: stiamo protestando. Ci sentiamo presi in giro. Ci avevano garantito a dicembre aumenti calmierati e invece siamo di fronte a un'escalation delle cifre da versare». Situazione, dunque, che resta tesa mentre, pare confermata, la notizia di familiari che hanno portato altrove i propri congiunti. «E per chi arriva - chiosano al Comitato - scatta subito il massimo della retta». Dal Comune e dal consiglio d'amministrazione della Pezzani per ora nessuna reazione ufficiale dopo il botta e risposta in aula consiliare. «Ci sono falchi e colombe su questa vicenda - spiega un sindacalista - ma forse nè gli uni nè gli altri sanno esattamente come uscire dal guado».
In assenza di segnali politici resta la bordata legale della «Pezzani» con risposta immediata delle famiglie degli anziani ospiti della struttura: da un lato lo studio Muggiati incaricato del recupero crediti, dall'altro lo studio Arbasino che da ieri deve ribattere all'offensiva. E sabato mattina il Comitato si riunirà di nuovo per decidere come affrontare le prossime settimane. La speranza è di un'apertura al dialogo. Uno spiraglio che le famiglie hanno colto nell'intervento conclusivo del sindaco che ha invitato la direzione e la presidenza della «Pezzani» ha predisporre un piano per frenare gli aumenti tariffari.
Anche dall'opposizione sono partiti inviti e proposte per rinegoziare la vicenda. Insomma, pare di capire che il tavolo della trattativa potrebbe anche essere riaperto. Si spera prima che il gioco sia esclusivamente condotto dagli avvocati.