Morto dopo la caduta, aperta l'inchiesta

VIGEVANO. E' deceduto venerdi sera nella sua abitazione di via Cusago. Ma sulla morte di Shaheb Ali, 47 anni, originario del Bangladesh, la procura ha avviato accertamenti e questa mattina sarà eseguita l'autopsia. Due giorni prima del decesso Shaheb Ali, sposato e padre di due bambini, era caduto accidentalmente in casa e si era recato al Pronto soccorso. Secondo una prima ricostruzione, il suo ingresso è stato registrato mercoledi 11 aprile. L'uomo è stato visitato dai medici di turno che gli hanno prestato le prime cure. Il paziente, in base ai primi riscontri, presentava ferite al costato e all'emicostato e gli operatori sanitari hanno ritenuto necessario il trasferimento in Radiologia per eseguire accertamenti più approfonditi.
«I medici - afferma il dottor Domenico Vlacos, direttore sanitario dell'Azienda ospedaliera - volevano sottoporlo ad esami radiografici e hanno cercato di convincerlo, ma il paziente ha rifiutato ed ha firmato per uscire. A nostro parere, quindi, il decesso non può in nessun modo collegarsi all'attività degli operatori sanitari dell'ospedale civile».
Dopo il decesso, avvenuto in casa, la salma è stata trasferita nella camera mortuaria dell'ospedale in attesa dell'autopsia.
Non sono stati i familiari a presentare una denuncia formale, anche se si riservano di farlo. Ma il referto medico che ha constatato la morte è stato trasmesso all'autorità giudiziaria che ha deciso di disporre accertamenti. Si tratta infatti di capire se il decesso possa in qualche modo ricondursi alle conseguenze della caduta accidentale avvenuta nei giorni precedenti. Come sempre avviene in casi come questi, la magistratura ha chiesto l'acquisizione delle cartelle cliniche per avere il maggior numero di elementi a disposizione.
Sabato mattina la polizia giudiziaria ha chiesto ed ottenuto la documentazione in ospedale, ma sarà comunque l'autopsia a fornire le indicazioni determinanti per fare luce sulla morte dell'immigrato asiatico.
Secondo quanto appurato dalle prime informazioni acquisite, non era comunque la prima volta che Shaheb Ali si presentava in ospedale. Altre volte aveva fatto ricorso alle cure mediche per cadute o altri problemi di salute.
Il 47enne originario del Bangladesh era residente a Vigevano da quasi dodici anni. Viveva con la moglie ed i figli (una ragazzina di 11 anni e un maschietto di 7 anni) in un caseggiato popolare di via Cusago. Aveva lavorato come operaio, ma era conosciuto anche come venditore ambulante di fiori. Come molti suoi connazionali, girava per le strade o entrava nei bar offrendo prodotti floreali. Successivamente però aveva avuto problemi di salute che lo avevano costretto ad abbandonare l'attività lavorativa.
La famiglia è ormai integrata in città, la moglie lavora e i figli vanno a scuola. Ora si trovano ad affrontare la dura prova della perdita del marito e del padre.
I funerali di Shaheb Ali non sono ancora stati fissati. L'intervento dell'autorità giudiziaria ha per il momento bloccato le pratiche e la salma sarà restituita alla famiglia solo dopo che verrà eseguita l'autopsia.
«Vogliamo riportarlo al nostro paese - dice la moglie - perchè la madre vuole averlo accanto per l'ultima volta. Speriamo di potere al più presto avere con noi la salma».
I familiari di Shaheb Ali in questi giorni hanno ricevuto visite di solidarietà e cordoglio da parte di parenti e connazionali residenti in zona. Ma anche i conoscenti italiani si sono sentiti vicini alla famiglia in questo momento di grande dolore.