Il bilancio per la fine del Grest

SANTA CRISTINA.Torna a scrivere il parroco di Santa Cristina e Bissone, don Antonio Maria Pedrazzini, ai suoi parrocchiani per un appello nell'ultima settimana dell'estate ragazzi (il grest). «Un'esperienza che si rinnova tutti gli anni nei nostri oratori, e che tutti gli anni porta con sè qualche cosa di nuovo, di diverso - dice il sacerdote -. Un impegno non indifferente per alcuni membri della nostra comunità, soprattutto a livello di adolescenti e di giovani, che fanno la scelta di trascorrere quattro settimane al servizio dei più piccoli. Sembrerebbe qualche cosa di naturale e di semplice, ma forse non tutti si rendono conto dell'impegno che questo richiede, se preso seriamente. Occorre preparare il tutto - prosegue il don -, disporsi all'ascolto, alla pazienza, alla comprensione. Le giornate a volte sembrano non finire anche a causa del caldo che a volte non aiuta ad essere attivi. Arrivati quasi alla conclusione, ringrazio i genitori della fiducia che ci hanno accordato e ringrazio gli animatori per l'impengo che hanno profuso. Anche qui, nel nostro piccolo, ci siamo sentiti come i discepoli mandati a preparare l'incontro con Gesù, proprio non facendo prediche, ma testimoniando con la vita la gioia di essere di Gesù». Insomma, stavolta, il don scrive per ringraziare tutti. «Anche tutti noi siamo chiamati nei vari ruoli che ricopriamo e nella vita di tutti i giorni - aggiunge. a non essere come 'gli altri», ma ad essere riconosciuti come cristiani, cioè di Cristo. Oggi non è facile vivere da cristiani al di fuori della chiesa, ma questa è la nostra chiamata. Chi ci incontra - dice spronando anche a riflettere -, si accorge che noi siamo di Cristo? Oppure anche noi ci adeguiamo alla mentalità comune? Tutti fanno in un certo modo e noi seguiamo la corrente, in modo da non avere problemi, da non essere giudicati, visti magari di mal occhio. Noi invece nella nostra vita dobbiamo cercare sempre più di essere di Cristo».