Bioetanolo, i dubbi degli ambientalisti
TORTONA. La notizia che a Tortona potrebbe essere realizzato un impianto per produrre bioetanolo alla frazione Rivalta Scrivia ha messo in subbuglio gli ambientalisti, che chiedono di avere maggiori informazioni sul progetto. Legambiente, progetto Ambiente, Pro natura, i verdi e altre associazioni non hanno ancora preso una posizione ufficiale, perchè devono ancora riunirsi. Ma le preoccupazioni non sono poche. L'impianto in questione non sarebbe altro che una piccola centrale molto simile, sotto certi aspetti, ad un inceneritore o ad un impianto a biomasse.
Si tratta di progetti sui quali gli ecologisti tortonesi hanno già espresso il loro parere negativo. La preoccupazione nasce dal fatto che recenti studi divulgati nelle scorse settimane rilevano che sebbene l'utilizzo di etanolo riduca la concentrazione di sostanze cancerogene come il benzene e il butadiene, nel contempo queste sostanze contribuiscono ad innalzare i livelli di formaldeide e acetaldeide nell'aria. Secondo questi studi, il rischio di un pericolo per la salute è concreto. Inoltre, un uso esteso di bioetanolo potrebbe innalzare anche i livelli di ozono in alcune zone del pianeta. Il bioetanolo è un alcool ottenuto mediante un processo di fermentazione di diversi prodotti agricoli ricchi di carboidrati e zuccheri quali i cereali (mais, sorgo, frumento, orzo). Nonostante l'elevato costo di produzione, pari a circa due volte quello della benzina, il bioetanolo può risultare ancora fonte di profitto quando si considerino le attuali agevolazioni fiscali e finanziamenti di origine governativa legate alla caratteristica «rinnovabile» di questa fonte energetica. La legge italiana prevede l'uso del bioetanolo in percentuale del 1% a partire da luglio 2006 e con incrementi dell'1% ogni anno fino al 2010. Il bioetanolo non è però un buon investimento in quanto l'energia usata per fabbricare un litro di alcol è circa pari all'energia di un litro di alcol. Diventa però molto remunerativo grazie ai contributi europei e regionali che verranno erogati a tutti coloro che realizzeranno impianti di bioetanolo. Gli ecologisti tortonesi sono preoccupati: «Si sta scatenando una vera e propria corsa per avere i finanziamenti - dicono - senza preoccuparsi di quello che potrebbe accadere».
Un'indagine effettuata il 7 luglio scorso, rivela come già adesso il 3% del grano mondiale sia usato per produrre carburante per le auto. Un problema è che mentre la richiesta di grano per alimentare esseri umani e animali cresce dell'1% all'anno, quella dei carburanti sale del 20% all'anno. Un gruppo di scienziati si dice molto preoccupato per l'aumento del prezzo del mais e del cibo in generale a causa della corsa all'etanolo. Si afferma che a causa della corsa al carburante di origine vegetale i prezzi del granoturco sono aumentati del 40%. L'area su cui potrebbe sorgere l'impianto si trova nella zona retrostante la stazione ferroviaria di Rivalta scrivia, a circa 500 metri dall'Interporto e a breve distanza dal deposito di esplosivi della ditta «Martignoni».
La delibera verrà discussa in occasione della seduta consiliare in programma giovedi 26 luglio. Prima di allora, per il 18 luglio, in Municipio a Tortona è stata convocata una riunione dei partiti alla presenza dei dirigenti del Comuni e di esperti, durante la quale i tecnici della ditta «Casone» illustreranno il progetto di massima e i possibili vantaggi per l'indotto e per l'occupazione. (a.b.)