Le lacrime di gioia
RIVANAZZANO. Palma Ciccone fatica a trattenere le lacrime: dopo quasi quattro mesi di attesa angosciosa, ha potuto riabbracciare il figlio Mirco, liberato dopo il processo.
«Non me la sento di parlare di questa vicenda - afferma la donna, provata dall'accaduto - Voglio però ringraziare tutti coloro che ci sono stati vicini e che ci hanno aiutato: l'avvocato Tava, Giovanni Alpeggiani del Brallo; il sindaco Brunetto Gualdana, il vicesindaco Osvaldo Ravetta e tutta l'amministrazione comunale; Ivo del Brallo; don Massimiliano; Ugo e Rina Alpegiani di Bralello. A Rivanazzano l'onorevole Luigi Fabbri e il Comune. In generale voglio ringraziare tutta la gente di Brallo e Rivanazzano, persone che sono state vicine a Mirco». Mirco era stato arrestato il 5 aprile, alla frontiera tra Albania e Montenegro, mentre guidava una Porsche rubata in Italia (ma lui non lo sapeva). I giudici albanesi per scarcerarlo avevano chiesto 30 mila euro, una cifra enorme per la famiglia, e quindi Mirco ha dovuto aspettare in prigione il processo: che per fortuna è stato rapidissimo.