«Bevete pure quella del rubinetto»

PAVIA.Meglio l'acqua che scende dal rubinetto o quella in bottiglia? Alla tradizionale domanda risponde il professor Sergio Papiri, direttore del Centro di ricerca sulle acque dell'Università.
Professore, quella di Pavia occupa nella classifica di Altroconsumo il terzo posto tra le migliori acque d'Italia...
«Che la qualità sia elevata è noto. Anche perchè a Pavia attualmente funzionano due moderne centrali di potabilizzazione, per la precisione la Nord e la Est».
La presenza di 181 mg/l di residuo fisso e 12 di sodio è cosa positiva?
«Il residuo fisso a 181 è anche un po' basso: caratterizza un'acqua oligominerale. Il valore medio è di 400-500 mg/l. A Pavia mi sembra basso perchè, essendo quella cittadina acqua di falda profonda, dovrebbe essere più mineralizzata. Comuque ciò è positivo: il sodio, è noto, crea problemi».
Perchè nell'acqua sono importanti i livelli di durezza e residuo fisso?
«La durezza va distinta in totale e temporanea: la prima dà la misura del tenore dei sali disciolti di calcio e magnesio; la seconda rivela il contenuto di bicarbonato di calcio e magnesio. La durezza è importante perchè se quella temporanea è alta e porta anidride carbonica libera disciolta, può risultare incrostante, se invece è molto bassa può diventare aggressiva nei confronti dell'acciaio, dei contenitori in calcestruzzo ecc.»
L'acqua di Pavia è risultata non contenere metalli indesiderati...
«L'acqua di Pavia un tempo conteneva idrogeno solforato. Poi, con gli impianti di potabilizzazione, si sono abbattuti ferro e manganese che davano all'acqua un colore rosso e uno sgradevole odore. Non ha mai creato problemi di tipo sanitario, ma era sgradevole al gusto. Ora le cose sono cambiate».
Quindi si può bere tranquillamente
«Non ci sono problemi, mia moglie e mia figlia bevono acqua del rubinetto»
E lei?
«La preferisco con le bollicine».
Cosa cambia rispetto all'acqua in bottiglia?
«Alcune sono fortemente mineralizzate, con residuo fisso oltre 1000 milligrammi al litro, altre lo sono poco, scendendo 100 milligrammi al litro. In realtà queste minerali sarebbero acque quasi medicinali, che vanno assunte quasi con cautela e possono contenere sostanze che nelle acque potabili non sono ammesse. Quella di Pavia non ha controndicazioni».
In provincia è aumentato il consumo di acqua in bottiglia?
«L'Italia è il massimo consumatore mondiale di acque minerali. E la provincia di Pavia non fa eccezione. Forse ciò è dovuto alla sfiducia nei confronti del servizio pubblico. Ma il problema degli acquedotti poco controllati risulta essere in gran parte superato con una gestione affidata a società allargate, e non, come in passato, ai piccoli Comuni». (d. z.)