Insegnanti in pensione

CASSOLNOVO.Il consiglio comune ha voluto rendere omaggio al preside dell'istituto comprensivo Carlo Del Prete Enrico Ghiotto e alla maestra Maria Assunta Corsico, che dall'anno prossimo saranno in pensione. Prima dell'inizio dei lavori il sindaco Alessandro Ramponi ha consegnato loro una targa. «A Cassolnovo - ha detto Enrico Ghiotto, arrivato nel 1993 - ho trascorso tutta la mia vita come preside e mi sono occupato anche delle scuole di Cilavegna e Gravellona. Il riconoscimento non va soltanto alla mia persona, ma alla scuola e a quanto ha fatto in questi anni per il paese. Mi auguro che si continui a considerare la scuola come uno dei punti fondamentali del paese». La sala consigliare al momento della premiazione ha visto arrivare un gruppo di mamme, che hanno voluto ringraziare i due educatori per quanto fatto in questi anni.
Maria Assunta Corsico ha visto cambiare, a partire dal 1971 il mondo della scuola e Cassolnovo. «Sono arrivata ad insegnare a Cassolnovo per un motivo quasi quasicasusale - dice - Ero stata un anno a Gravellona, paese nel quale vivo da sempre, e sapevo che qui c'erano dei pensionamenti. Sono nate subito delle amicizie con le delle colleghe e mi sono trovata bene. Ho deciso cosi di non spostarmi». Ha avuto cosi la possibilità di osservare quelli che sono stati i cambiamenti della realtà sociale del paese attraverso un lungo periodo di tempo. «I bambini - dice la maestra - non sono cambiati, ma è cambiato l'atteggiamento che hanno. Oggi hanno più distrazioni la scuola pur rimanendo una cosa importante, ma non è più l'interesse principale. Una volta i ragazzi avevano poche possibilità di studiare, mentre con il passare degli anni la scolarizzazione si è estesa. Questo ha fatto oggi molti la considerano una cosa scontata». Anche l'atteggiamento delle famiglie è cambiato.
«Prima - continua Maria Assunta Corsico - i genitori avevano una grande attenzione per la scuola. Mi ricordo che per un certo periodo le riunioni dei consigli di classe si tenevano alla domenica pomeriggio. La scuola era considerata un modo di migliorare le condizioni di vita. Oggi che è un diritto per tutti riceve meno attenzione». Il futuro della maestra non è lontano dal mondo dell'educazione. «Ho già deciso che tornerò a scuola come volontaria. Mi iscriverò anche ad un corso di paleografia». (a.ball.)