Pausa pranzo guardando il centesimo
VIGEVANO. «Spaghetti, pollo e insalatina e una tazzina di caffè». Fred Bongusto cantava cosi per indicare un pranzo leggero e frugale. L'ideale per una pausa pranzo nel centro storico di Vigevano. Ma oggi, per un pasto del genere, in città è impossibile spendere meno di cinque euro. Cosi i vigevanesi sono costretti a ripiegare sui take away (prendi e porta via), le piadinerie, le pizzerie da asporto, i fast food e i kebab, quasi tutti fuori dal centro storico. Negli ultimi tempi attorno al centro sono fioriti questi esercizi commerciali che vanno incontro alle richieste di chi è costretto alla pausa pranzo fuori casa. Gli affitti alti e i prezzi in euro fuori controllo sono i principali imputati dei costi stellari della pausa pranzo.
Un primo piatto, in alcuni locali del centro storico, arriva a costare anche 9 euro e di menù a prezzo fisso non se ne parla. Pochi sono i bar che adottano la pratica dell'happy hours alla milanese. Chi vuole mangiare in un'ora, e a cinque euro, o ripiega sulla mitica «schisciéta» in ufficio quando il capo lo permette o si lancia sulla formula panino più bibita che, se fa bene al portafoglio, fa un po' meno bene allo stomaco se viene praticata tutti i giorni.
«Non è un'alimentazione sana - dice Lorena Bolesina, dietista dell'azienda ospedaliera - per gli eccessi di grassi e colesterolo. Capisco che quando si ha poco tempo e pochi soldi a disposizione non c'è un'ampia scelta, ma ci si può organizzare». Se proprio si è costretti a mangiare panini e toast allora conviene cercare di farlo dando un occhio agli ingredienti.
«Bisogna cercare - continua Bolesina - di variare la scelta. Magari mangiare una volta il prosciutto e una il tonno. In certi bar danno l'arrosto di tacchino oppure la frittata, che di solito viene cotta al forno». Da evitare in ogni modo sono le salse, che sono un'aggiunta di grassi e di sodio e poi sono confezionate. Ed e meglio variare il contenuto, alternando salumi e formaggi, oppure cotto crudo e bresaola. Sconsigliata inoltre è l'accoppiata speck e brie, pesante e deleteria per lo stomaco. «La pizza semplice - consiglia Bolesina - senza wurstel o prodotti pesanti è ideale. In certi bar propongono anche prodotti cotti a vapore che possono essere consumati. Nei limiti del possibile sono accettabili anche le insalate miste. Se si può si deve bere acqua e non bibite e birra. Per quanto riguarda gli hamburger, sono un terno al lotto, perché non si sa con che cosa sono preparati essendo macinati». Dopo un pasto al bar o al fast food a mezzogiorno alla sera conviene invertire la tendenza. «Da evitare - continua Bolesina - sono i salumi. Magari si può mangiare un primo oppure pesce carne o legumi. La minestra va bene. Importante è anche la colazione che deve essere sana e nutriente e fornire dal 20 al 25 per cento del fabbisogno della giornata. Deve avere tre componenti: latte, cereali e frutta». I più colpiti dal ritmo serrato della vita moderna sono i pendolari che mangiano in fretta e male, quanti lavorano in ufficio, che conducono una vita sedentaria e anche gli studenti, grandi frequentatori di fast food e consumatori di pizze da asporto. «In ospedale - continua Bolesina - vengono spesso persone che soffrono di obesità, che di solito è dovuta agli extra e si sta diffondendo tra i giovani».
Andrea Ballone