La Consob bacchetta banche e blindature


MILANO. I conflitti di interesse, i costi esagerati che le banche fanno pagare ai clienti, i bond societari che più nessuno vuole dopo le scottature di Parmalat e Cirio. E ancora, i patti di sindacato che, di fatto, blindano il controllo delle società e i rapporti con la politica. Lamberto Cardia, presidente della Consob, la commissione di controllo sulle società e la Borsa, non fa sconti nella sua relazione annuale.
Le colpe delle banche.Per Cardia, le banche non vendono ai risparmiatori i prodotti migliori, ma quelli che convengono di più agli stessi istituti. Sono pochi gli investitori che comprano i bond emessi dalle società, dopo le recenti fregature, e dunque a svolgere questa funzione sono rimaste le banche. Però la Consob chiede che, nei prospetti, vengano fatti i confronti con i rendimenti dei titoli di Stato. Risultato? Le obbligazioni a tasso fisso emesse dalle banche rendono meno dei Bot in 53 casi su 83. Quelle a tasso variabile rendono meno in 55 casi su 67. Inoltre le banche vendono le «strutturate», complessi strumenti finanziari sui quali vengono applicati commissioni molto alte.
Ne consegue che l'aumento dei ricavi dei principali gruppi bancari è trascinato dalla forte crescita delle commissioni nette (+16,4%) e del margine di interesse (+9,2%) mentre si sono ridotti gli altri proventi. Significa che le banche hanno aumentato i profitti non perchè hanno impiegato bene il denaro, ma perchè hanno fatto pagare spese e commissioni più salate ai clienti.
Conflitti di interesse.Il 52,4% delle società quotate ha rapporti con le banche che le hanno accompagnate alla quotazione. Non solo, il 36% dell'indebitamento totale delle «matricole» di Borsa è contratto con le stesse banche.
Il risparmio gestito.Cardia punta il dito contro le Sgr (società di gestione del risparmio), in gran parte controllate da banche o assicurazioni; il 67% dei loro consiglieri risulta essere presente anche nel board della capogruppo. Ne deriva una scarsa indipendenza.
Le multe ai furbetti.La Consob, su disposizione della magistratura, ha sequestrato 40 milioni di euro derivanti da illeciti, mentre a 12 persone o società sono state elevate sanzioni per 21 milioni.
I patti di sindacato.Oltre metà della capitalizzazione complessiva della Borsa è costituita da società controllate da patti di sindacato (nel 1996 questa quota era al 20%). Dunque in Borsa è diminuita la «democrazia» e sono anche in aumento le società quotate controllate da società non quotate. Infine Cardia, in merito ad Alitalia, ha «sgridato» la politica, chiamata ad adottare comportamenti coerenti con le regole e ad una maggior riservatezza sulle trattative in corso. In aumento le società sotto osservazione. Sono Alitalia, As Roma, Investimenti&Sviluppo, Data Service, Eurofly, Finarte, Innotech, Ipi, Montefibre, Partecipazioni italiane (ex Necchi), Olcese, Pagnossin, Richard Ginori, Ss lazio, Tas, Veber Siber e Viaggi del Ventaglio.

Gigi Furini