Il rapinatore maldestro alle Poste Salta il bancone e lascia le impronte
INVERNO. Un gesto atletico, roba da rapinatore in celluloide. Lui che salta il bancone dell'ufficio postale, non facile a causa dell'altezza e della presenza di un vetro divisorio, e poi minaccia l'unico impiegato presente. E poi, intascati i mille euro che c'erano in cassa, s'allontana. Roba da film. Peccato che, per saltare quel bancone, abbia appoggiato entrambe le mani.
E cosi, l'atletico rapinatore - il cui nome è Claudio La Bua, venticinquenne residente a San Martino Siccomario - sul bancone dell'ufficio postale di Inverno e Monteleone, aveva lasciato le sue chiarissime, inconfondibili impronte digitali. E sono state queste, in buona sostanza, a farlo condannare in tribunale alla pena di un anno e otto mesi di reclusione con l'accusa di rapina.
La vicenda risale al 7 febbraio di tre anni fa. Nel mirino l'ufficio postale di Inverno e Monteleone, da sempre oggetto delle «attenzioni» dei rapinatori anche per la sua posizione isolata. Sta di fatto che quella mattina un uomo entra nell'ufficio e si cala sul volto una calza nera da donna. Salta appunto il bancone, lasciando le sue impronte digitali, e minacciando l'impiegato si fa consegnare i soldi che ci sono in cassa. La ricostruzione della rapina fatta dal dipendente viene confermata dalla registrazione della telecamera. I carabinieri svolgono le necessarie indagini e vengono aiutati sia dalle impronte digitali sia dal fatto che un uomo, in modo abbastanza goffo, nei giorni precedenti aveva «controllato» dall'esterno l'ufficio postale (mascherandosi il volto con una mano al passaggio di qualche residente, comportamento che lo ha fatto notare immediatamente), sia entrando nelle Poste di Inverno e Monteleone per un «sopralluogo». Alla goffagine va aggiunta l'imprudenza di non utilizzare i guanti. Insomma, scoprirne l'identità non è stato alla fin fine difficilissimo. E la condanna è arrivata quasi in modo scontato. (f. ma.)